venerdì 25 gennaio 2013

L'eroe dimenticato dal Pci

Intervista a Mauro Valeri
Voce Repubblicana, 25 gennaio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Alessandro Sinigaglia è stato dimenticato troppo in fretta dal Pci. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Mauro Valeri, autore di “Negro Ebreo Comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il fascismo” (Odradek), libro che racconta la storia di uno degli esponenti più coraggiosi della Resistenza.
Mauro Valeri, come è nata l’idea di scrivere un libro su Alessandro Sinigaglia?
“Nella mia ricerca sui cosiddetti ‘black italians’, gli italiani neri che in qualche modo hanno vissuto dagli anni dell’unità ad oggi ho avuto la possibilità di conoscere questo personaggio attraverso una segnalazione della Comunità ebraica di Milano, che mi ha segnalato questo grande personaggio. Ho approfondito la storia di Alessandro Sinigaglia e l’ho trovata molto interessante. Il titolo del libro è ripreso da una canzone del cantautore Roberto Guccini. Nella vita e nella storia di Alessandro Sinigaglia ci sono tutte e tre le componenti. Ecco perché mi è sembrato interessante rileggere la sua storia attraverso queste tre chiavi di lettura”.
Alessandro Sinigaglia nasce da una madre americana di Saint Louis e da padre ebreo. Quanto è importante la sua formazione religiosa?
“Il padre di Alessandro Sinigaglia viene dalla famiglia viene dalla comunità ebraica di Mantova. Il suo senso di appartenenza diventa importante quando Alessandro si misura con la società italiana degli anni ’20, dove il colore della pelle e la sua appartenenza ebraica sono considerate un valore negativo dal fascismo. Quando muore sua madre Cinzia White, suo padre si risposa con una donna della Comunità ebraica. Alessandro Sinigaglia accetterà con difficoltà questa nuova situazione e lascia la casa per impegnarsi nel Pcd’i per poi andare in Unione Sovietica. Arriverà a questa conclusione dopo aver prestato servizio nell’esercito italiano come sommergibilista e partecipato al bombardamento italiano dell’isola greca di Corfù nell’agosto 1923. Questa sua esperienza gli tornerà utile durante la guerra civile in Spagna, dove combatterà il franchismo”.
Ci sarà un riavvicinamento con il padre?
“Sì. Quando torna dalla guerra di Spagna e sarà internato nell’isola di Ventotene riprende i rapporti con il padre, che nel frattempo viene perseguitato dal fascismo e gli viene tolto tutto. Chiede di andare a lavorare all’Asinara per mandare qualcosa alla famiglia ormai ridotta in povertà. Il riavvicinamento alla sue origini ebraiche lo porterà in conflitto con il Pci”.
Alessandro Sinigaglia viene ucciso nel febbraio 1944 dai fascisti e linciato. Il Pci onora la sua memoria?
“Il Pci lo nomina capo politico della Resistenza a Firenze, ma quando muore gli viene assegnata solo la medaglia d’argento. Molte sue azioni nella Resistenza sono state cancellate dal Pci. Questo comportamento è inspiegabile”.

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