giovedì 3 gennaio 2013

Orsola Nemi, Tiger Lyly e Palmiro Togliatti



Tutti sappiamo che il giglio tigrato gli inglesi lo chiamano Tiger LiIy. Ma non molti sanno la bella storia di Orlando, gatto rosso, di sua moglie Grace e dei loro tre gattini che invitano a casa loro, per curarla dell'esaurimento nervoso, la cara zia Lily, che naturalmente è una tigre. Catherine Hale giocò così graziosamente col nome del Tiger Lily, e illustrò la sua storia con bellissime figure della zia Lily, la dolce tigre, in cuffia, occhiali, appoggiata a cuscini di piuma e con una tazza di camomilla fra le zampe. Per quanto dolce e depressa, la zia Lily provocò qualche fastidio ai suoi ospiti; era pur sempre una tigre. Forse a qualcuno parrà strano, ma a l’altra sera, ascoltando alla radio l'onorevole Togliatti, subito con evidenza si impose agli occhi e alla mente la figura della zia Lily, la zia del gatto Orlando, la tigre dal delicato nome di un fiore. Sono questi i benefici del non avere televisione, si vedono cose che nessun video può rivelare. Non avevo mai sentito parlare l'onorevole Togliatti e aspettavo con impazienza e curiosità la sua conferenza stampa. Mi aspettavo un tono diverso da quello di tutti gli altri uomini politici, una grande sicurezza di sé. Chi sa, forse sarei stata convertita. Invece ho inteso le sconsolate deplorazioni di una cara zia Lily che vede le cose andare diversamente da come vorrebbe il suo tenero cuore. Credo che l'onorevole Togliatti sia abituato a un pubblico dalle reazioni semplici, privo di senso critico. Voglio sperare che egli abbia sottovalutato l'intelligenza dei borghesi italiani e spero che loro, nonostante i molli cuscini, la tazza di camomilla e il carezzevole tono, non dimentichino che la zia Lily è una tigre. ORSOLA NEMI

Nessun commento: