sabato 5 gennaio 2013

Un abominio partorito dalla Vigilanza



Intervista a Marco Beltrandi
Voce Repubblicana, 5 gennaio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il documento partorito dalla Vigilanza Rai è un abominio. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale, eletto nelle liste del Pd, Marco Beltrandi.
Onorevole Beltrandi, giovedì scorso si è svolta una seduta della Commissione di Vigilanza della Rai molto turbolenta. La Commissione bicamerale era chiamata a mettere nero su bianco il regolamento delle trasmissioni per le prossime elezioni politiche. Come è andata la seduta?
“Mi auguro che molti italiani ascoltino quello che è stato detto e fatto durante i lavori della Commissione di Vigilanza Rai per capire qual è il livello della violazione delle regole nel nostro paese”.
Che tipo di documento è uscito dalla Vigilanza?
“Il documento che è stato partorito dalla Vigilanza è un autentico abominio. Il modo con cui si sono svolte le votazioni è stato assurdo. Il Presidente della Vigilanza, il senatore Sergio Zavoli, ha fatto ripetere le votazioni fino a quando il risultato non è stato quello che andava bene al Partito democratico. E' stato votato un articolo che non piaceva e poi elaborata una norma interpretativa dell'articolo diversa dal significato della norma precedentemente approvata”.
Cosa c'è scritto nel Regolamento?
“Il documento è un mostro. Noi siamo riusciti ad ottenere l'accesso alla prima fase delle tribune politiche della prossima campagna elettorale. Si tratta dei primi dieci giorni della campagna elettorale. Le tribune elettorali sono state nascoste all'ora del thè. Abbiamo chiesto di portare le interviste finali della campagna elettorale da cinque minuti a dieci minuti. Questo è accaduto con grande sconcerto del Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, che ha visto in questa scelta il rischio di una crisi della Rai”.
Ma cosa siete riusciti ad ottenere?
“Abbiamo impedito che nelle ultime due settimane della campagna elettorale venissero concessi degli spazi solo alle coalizioni. Questa idea piaceva tanto al Pd e a Zavoli. In questo modo sarebbero stati fatti fuori Grillo e le altre forze politiche che si erano presentate da sole. Nell'ultima fase della campagna elettorale la parità dei candidati deve essere assoluta.  Era una roba pazzesca”.
Di chi è il merito di questa svolta?
“Del senatore Alessio Butti (FDI), che ha presentato un emendamento al regolamento per le tribune politiche. Io ho appoggiato questo emendamento e l'ho votato. Altrimenti si sarebbe creato l'ennesimo pasticcio visto che nel regolamento del 2000 e del 2008 non erano contemplate le conferenze stampa delle coalizioni. E visto che le coalizioni sono ormai frantumate è assurdo pensare che questa norma, voluta del Pd , potesse passare. Infine, sono riuscito a sventare un emendamento del Pdl avrebbe escluso la partecipazione dei membri del governo nella campagna elettorale”.     

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