mercoledì 20 febbraio 2013

Bersani precipita sugli F35

Voce Repubblicana, 20 febbraio 2013
Intervista a Luca Marco Comellini
di Lanfranco Palazzolo

Sulla vicenda degli F35 Pierluigi Bersani non è stato credibile. Lo ha detto alla “Voce” Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari. Comellini propone di mandare via dall’esercito anche i cappellani militari.
F35, messi da parte o semplice propaganda politica?
“La questione delle spese militari va ben oltre la vicenda degli F35. Tutti i partiti hanno lavorato per incrementare le spese militari. Quelli che oggi parlano di tagli vogliono sono prendere per i fondelli gli elettori perché gli atti parlamentari ci raccontano un’altra verità”.
Un esempio?
“Basta leggere gli stenografici della Camera. Nel corso della seduta del 7 luglio 2012, il deputato radicale Maurizio Turco ha presentato, grazie al nostro contributo, una serie di emendamenti per proporre la sospensione del programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint strike fighter. Noi chiedevamo anche lo stop alla realizzazione dell'associata linea FACO/MRO&U per un periodo di tre anni. Il nostro scopo era di avviare la riduzione del 50 per cento dell'importo complessivo di spesa del medesimo programma e destinare questi risparmi ai comparti difesa e sicurezza. Hanno votato questa proposta solo 13 deputati. E tra questi c’erano i sei parlamentari radicali”.
Nel corso di questa campagna elettorale Bersani è stato il primo a promettere una revisione della spesa militare e un ulteriore taglio agli F35, è credibile?
“Assolutamente no. È ovvio che Bersani in questi anni non è stato lì a ‘pettinare le bambole’. Gli atti parlamentari dimostrano che, sulle spese militari, il PD ha sempre respinto le proposte dei tagli formulate dai parlamentari radicali. Non è un caso, come si è potuto leggere nei giorni scorsi su ‘Milano Finanza’, che il PD sia un acceso sostenitore del ministro Di Paola alla guida di Finmeccanica. Sarà una coincidenza ma è chiaro che Bersani, come anche Monti, Berlusconi, e tutti gli altri, vogliono seguire la politica degli armamenti voluta in questi anni dai ministri La Russa e Di Paola. Sia Bersani che Berlusconi hanno sempre bocciato le nostre proposte che avrebbero permesso di ottenere tra i 4,5 e i 7,5 miliardi di euro di risparmi annui”.
Una proposta di taglio alle spese militari?
“La fine dell'ausiliaria, lo stop alle indennità di posizione e antiesodo, la cessazione dei richiami in servizio e l'omogeneizzazione stipendiale e, infine, togliere i cappellani militari. A questi 500 milioni di risparmio và aggiunto il taglio di altri 15 caccia F35, l'unificazione delle Forze di polizia e la smilitarizzazione della Guardia di finanza. Il risparmio annuo di queste riforme potrebbe superare i 7,5 miliardi. Non credo che Bersani e soci abbiano il coraggio di mettere le mani sulla forbice per fare questi tagli”.

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