martedì 12 febbraio 2013

Ecco come viene considerato un disoccupato

Intervista a Paolo Odello
Voce Repubblicana, 12 febbraio 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Se sei disoccupato oggi non vieni considerato un cittadino come gli altri. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Paolo Odello, autore di “Sommerso e precario. Diario dalla flessibilità” (Stampa Alternativa).
Paolo Odello, lei ha scritto un libro nel quale ha raccontato la sua esperienza di lavoratore flessibile che si è iscritto in un’agenzia di lavoro interinale. Come è andata?
“L'idea del libro è nata per caso e per curiosità. La spinta iniziale è stata la curiosità di verificare che cos'era il famoso lavoro ad interim. L'unico modo che ho trovato per capirlo è stato quello di iscrivermi alle varie agenzie di lavoro. Poi è subentrato il caso”.
Le agenzie di lavoro controllano le qualifiche effettive dei disoccupati?
“Mi sono trovato nella condizione di dire che sapevo fare certe cose. Ma io certe cose non le sapevo fare. Mi sono reinventato manovale e come metalmeccanico. Alla fine mi sono trovato con il materiale del libro in mano. La chiave di interpretazione che mi sono trovato è una. Che cosa è oggi il lavoro? Un tempo il lavoro era qualcosa che dava dignità alla persona e ad ogni cittadino. Se viene meno il lavoro e tutto il resto non sei un cittadino a tutto tondo. Sei considerato solo un vuoto a rendere da restituire a fine utilizzo”.
In che tipo di realtà ha operato? Ha scelto una grande città oppure ha fatto la sua esperienza nella provincia di Imperia, città dove risiede?
“Ho scelto la mia provincia per vedere quali erano i risultati di questo nuovo lavoro. Alla fine ho scoperto che l'Italia è fatta di tante piccole provincie”.
Come venivano valutate le sue capacità?
“No. Le agenzie con le quali ho avuto a che fare non valutavano a fondo le mie qualità. Una di queste agenzie a cui mi sono rivolto mi ha proposto per un lavoro da magazziniere. Mi è stato chiesto se sapevo farlo. Ho risposto di sì. Ma io, in vita mia, non ho mai fatto questo lavoro. Eppure mi hanno preso senza valutare se sapevo fare davvero quel lavoro. In passato avevo fatto il magazziniere, prima di fare il giornalista. Ma non sapevo guidare un muletto o un carrello elevatore ne correva. Quelli dell'agenzia non mi hanno nemmeno chiesto il patentino. E quando ho cominciato a guidare il muletto era chiaro che non ero in grado di guidarlo”.
I colleghi di lavoro l'hanno aiutata?
“Sì, mi hanno fatto un corso accelerato per guidare il muletto. Ma in molti casi si bleffa”.
Tra lavoratori precari c'è solidarietà nel proprio ambiente di lavoro?
“No, non molta. Ho verificato che esiste una guerra continua. Questo dipende dall'incarico a tempo. Tutti vogliono una proroga del contratto. Questa situazione annulla ogni forma di solidarietà tra colleghi di lavoro. Se l'azienda offre due proroghe su tre lavoratori in prova è chiaro che i rapporti diventano pessimi”.

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