mercoledì 27 febbraio 2013

Fini e Casini hanno fallito per "merito" di Monti

Intervista ad Antonio Leone
Voce Repubblicana, 27 febbraio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il fallimento dello schieramento di Casini e di Fini è stato determinato da Mario Monti. Lo ha detto alla “Voce” il vicepresidente della Camera Antonio Leone (Pdl). Ecco cosa ci ha detto lunedì sera quando il quadro dell'esito del voto era chiaro solo per il Senato.
Presidente Leone, quali sono le sue valutazioni sul voto delle elezioni politiche? Il Pdl ha ottenuto un risultato importantissimo nonostante lo scetticismo della vigilia.
“Alla Camera non è detto che andrà tutto bene per il Partito democratico. E' chiaro che al Senato non esiste una maggioranza chiara. E' vero che noi siamo sostanzialmente il partito di maggioranza relativa al Senato. Per come è stata articolata la legge elettorale al Senato sarà impossibile governare. I dubbi sulla Camera dei deputati ci sono ancora. Al Senato ci sono otto regioni appannaggio del centrodestra. Ed è questo il gioco che permette l'assegnazione dei seggi per il Senato. Ci sono alcune regioni che sono in bilico sullo 0,6-0,7 per cento”.
Pensa che ci troveremo di fronte al rischio di elezioni anticipate? Enrico Letta, esponente del Partito democratico, ha dichiarato che con questo esito si va direttamente al voto delle elezioni anticipate. Crede che questa sia l'ammissione del fallimento del Pd?
“Ritengo che la dichiarazione di Enrico Letta sia del tutto avventata. Non la condivido. Non credo sia giusto tornare al voto. Altrimenti potrebbe venir meno quella idea, che lo stesso Bersani aveva lanciato qualche tempo fa, sulla necessità di realizzare le riforme. Questa campagna elettorale del Pd è stata basata sulla necessità di fare certe riforme. Se il Pd chiedesse di andare al voto contraddirebbe la sua linea politica. Il Pd aveva detto che voleva una riforma elettorale per evitare una situazione come questa”.
La delusione più grossa di questa campagna elettorale è stato il premier uscente Mario Monti. Gianfranco Fini non è stato eletto. So che lei è vicepresidente della Camera, ma è rimasto sorpreso del flop dei finiani?
“Su Gianfranco Fini posso solo dire che la sua è stata una scelta politica folle quando ha deciso di abbandonare il Pdl per fondare il cosiddetto terzo polo. Ma il leader che mi ha lasciato perplesso più di tutti è stato Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc ha praticamente distrutto il suo partito e si è messo nelle mani di un progetto che non avrebbe mai dato buoni risultati. E lo abbiamo visto dall'esito del voto. Il vero autore della distruzione del centro, di Casini e di Fini è stato lo stesso Mario Monti”.
Pensa che ci troveremo di fronte ad una situazione ingovernabile per i lavori dell'aula della Camera dei deputati?
“Non credo sarà più difficile. La Camera dei deputati ha delle regole che vanno rispettate. I nuovi arrivati dovranno adeguarsi a queste regole”.

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