venerdì 22 febbraio 2013

I più bravi: Berlusconi e Grillo

Intervista a Paolo Martini
Voce Repubblicana, 25 febbraio 2013
di Lanfranco Palazzolo

In questa campagna elettorale i più bravi sono stati Silvio Berlusconi e Grillo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il direttore di Radio Radicale Paolo Martini.
Paolo Martini, quali sono le sue impressioni sulla campagna elettorale? Il prossimo sarà un parlamento ingovernabile?
“Non penso che il prossimo sarà un Parlamento ingovernabile. Credo che ci sarà un risultato significativo del Movimento 5stelle. Poi tutti diranno che questo successo è una sorpresa. Ma tutti si aspettano un grande risultato di questo Movimento. Sono sicuro che i Parlamentari di questo soggetto – quando arriveranno in Parlamento – diventeranno automaticamente degli uomini delle istituzioni e faranno il loro lavoro come tutti gli altri. Non saranno loro a rendere il Parlamento ingovernabile”.
Qualcuno prevede l'arrivo di una pattuglia di parlamentari destinati al trasformismo. E' possibile?
“Nella breve storia di questo Movimento ci sono state tensioni di questo genere. Di sicuro sarà un gruppo parlamentare permeabile, come è successo anche alla Lega Nord che, nel 1995, ha subito una grave scissione e dopo aver perso quella natura di partito legato al territorio che aveva quando entrò in Parlamento e negli enti locali nella seconda metà degli anni '80”.
Chi sono stati i protagonisti di questa campagna elettorale?
“Senza dubbio Silvio Berlusconi e Grillo. Questi due esponenti politici hanno 'occupato' i mezzi di informazione. Grillo è riuscito ad attrarre i mezzi di informazione con il suo 'Tzunami tour', mentre Berlusconi si è concesso praticamente a tutti i mezzi di informazione. E sono stati loro a fare l'agenda della politica e a costringere gli altri leader a seguirli”.
Come ha trovato la clamorosa marcia indietro di Mario Monti su Emma Bonino Presidente della Repubblica?
“Monti non brilla per la sua capacità nel fronteggiare i media. Non sa affrontare lo stress quotidiano di una campagna elettorale. Su Emma Bonino è stato opportunista perché, solo dopo aver rilasciato quella dichiarazione, si è ricordato che a nominarlo senatore a vita è stato Giorgio Napolitano e che, in passato, aveva definito quest'ultimo come il migliore Presidente della Repubblica. A questo punto ha deciso di fare marcia indietro. Forse Monti non si è reso conto che i meccanismi della stampa sono molto più complicati rispetto al funzionamento della Bocconi”.
Cosa pensa della vicenda del titolo di studio di Giannino?
“L'ho trovata ridicola. Un partito come quello di Giannino che pensa di mobilitare le risorse della società civile, anche su battaglie come quella dell'abolizione legale del titolo di studio, elemento che fa parte del dna del suo movimento, forse avrebbe dovuto giocare questa carta invece di aspettare che uscisse fuori questa cosa patetica che lo ha coinvolto”.

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