giovedì 14 febbraio 2013

In attesa delle dimissioni del Papa

Intervista a Lorenzo Ruggiero
Voce Repubblicana, 14 febbraio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Da tempo sapevamo che in Vaticano sarebbe accaduto qualcosa di insolito. Lo ha detto alla “Voce” Lorenzo Ruggiero della Kaos Edizioni, casa editrice che ha pubblicato “Intrigo Papale. Faide di potere in Vaticano per la successione di Benedetto XVI”, l'unico libro che ha previsto a breve termine un conclave e che ha fatto una mappatura del potere vaticano e delle sue fazioni.
Lorenzo Ruggiero, voi avete realizzato “Intrigo papale” per raccontare le lotte di potere all'interno del Vaticano. Siete stati in qualche modo profetici nel pensare questo libro scritto dai “Discepoli di verità?
“Le nostre fonti, sotto lo pseudonimo dei 'Discepoli di verità', da tempo parlavano di una fine – entro brevissimo tempo – della fine del pontificato di Benedetto XVI. Qualcuno ci aveva parlato anche di un fatto insolito che sarebbe accaduto nei mesi successivi, come le dimissioni del pontefice. Il libro è uscito lo scorso ottobre. Non avevamo l'informazione di una condizione del Papa che era patologicamente insostenibile, quanto perché i tempi si sarebbero abbreviati a causa dello scontro tra le diverse fazioni papali. E, in effetti, si è visto che negli ultimi mesi ci sono stati molti problemi in Vaticano”.
Nella premessa del vostro libro è stato fatto un ritratto di Benedetto XVI molto negativo. Cosa hanno scritto i 'Discepoli di verità'?
“E' evidente che questo Papa non aveva nessuno spessore carismatico e nessuna delle caratteristiche dei suoi predecessori. Benedetto XVI è un teologo raffinato più che un uomo che potesse ricoprire quel ruolo”.
Nel libro si parla di un Ratzinger che nutre un'ambizione smisurata. Trova che questa caratteristica sia in contrasto con la decisione delle dimissioni?
“La brama di potere di questo Papa non è stata definita da questo libro, ma dalla biografia di Ratzigner. Questo Papa si è presentato al Concilio Vaticano II come rappresentante di una teologia progressista europea di stampo svizzero-tedesco. Di questa corrente facevano parte lo stesso Ratzinger e il teologo Hans Kung, che oggi è inviso dal Vaticano. Ratzinger andò al Concilio Vaticano II° perché aveva sentito l'odore del potere, ma poi si adeguato al vento che cambiava. Lo stesso Ratzinger, quando è salito al Soglio pontificio, sapeva benissimo di non godere di una buona condizione di salute. A differenza di quanto è accaduto con Giovanni Paolo II, simbolo di una Chiesa che soffre e porta la croce, Ratzinger è la testimonianza di una Chiesa che non sa scegliere”.
In “Intrigo Papale” avete fatto una previsione sul prossimo Papa?
“La sintesi di 'Intrigo papale' dice che il favorito numero uno è il cardinale Scola e c'è un'ipoteca da parte di Tarcisio Bertone. Ma sarebbe troppo facile fare la solita battuta su chi entra Papa nel conclave ed esce cardinale”.

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