sabato 23 febbraio 2013

Io, cittadina italiana in Israele

Intervista a Sharon Nizza
Voce Repubblicana, 23 febbraio 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Per la prima volta un partito politico ha deciso di presentare la candidatura di un'Italiana residente in Israele. Lo ha detto alla “Voce” Sharon Nizza, candidata del Pdl nella circoscrizione Asia, Africa, Oceania, Antartide e Australia.
Sharon Nizza, ci spiega quali difficoltà ha dovuto affrontare nella campagna elettorale?
“Ho trovato delle grosse difficoltà in Sudafrica, dove ho concluso la campagna elettorale. Mi hanno detto che ci sono stati molti problemi con le poste per l'invio del plico con la scheda elettorale. In questo periodo è in corso uno sciopero delle poste sudafricane e molti plichi arriveranno in ritardo rispetto ai tempi stabiliti per il computo dei voti. Lo sciopero è ancora in corso e nessuno è in grado di dire quanto durerà. Ricordo che in Sudafrica risiedono circa 20mila italiani. La situazione potrebbe sbloccarsi lunedì prossimo, ma non c'è nessuna certezza. Abbiamo scritto al ministro degli Interni Cancellieri per sollevare la questione. Nel 2008 l'affluenza al voto è stata del 30 per cento degli aventi diritto. Il problema è quello di risolvere questi ritardi”.
Che temi ha affrontato nella campagna elettorale e che dibattiti ha dovuto affrontare?
“La Rai ha organizzato dei dibattiti per la campagna elettorale. Ma questi dibattiti si sono svolti a Roma. Per noi candidati non è semplice partecipare a questi eventi. Io ho provato a proporre di fare un confronto con gli altri candidati in collegamento da Israele, ma la Rai non ha accettato questa proposta. Ho cercato di condurre una battaglia universale, senza barriere ideologiche. Le tematiche affrontate sono legate a questioni burocratiche come quella della doppia cittadinanza. Ci sono molti italiani che hanno perso la cittadinanza e vogliono riottenerla. Questo è un tema molto sentito. Un altro tema sentito è quello del rapporto tra i sistemi previdenziali dei paesi della mia circoscrizione con l'Inps”.
Come ha reagito la comunità italiana in Israele alla sua candidatura?
“La mia candidatura è stata accompagnata da un dibattito molto vivace perché, per la prima volta, c'era una candidata italiana residente in Israele. Questo è molto rilevante perché si è data molto importanza alla sponda mediterranea del Medio Oriente”.
Ha avuto problemi a recarsi in Egitto, o in altri paesi del Maghreb o del MO?
“Ho avuto molti contatti con l'Egitto è in quel paese opera un piccolo comitato che opera in quel paese. Ho origini egiziane. Non sono andata in Egitto perché in quel paese la situazione è molto difficile”.
Il ministero degli Interni o quello degli Esteri hanno adottato qualche precauzione nei tuoi confronti?
“No, non è stata adottata nessuna precauzione. Forse loro non sapevano nemmeno della mia esistenza prima del comunicato sulla situazione in Sudafrica”.

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