sabato 2 febbraio 2013

La fine della generosità politica

Intervista a Giuseppe Eusepi
Voce Repubblicana, 2 febbraio 201
di Lanfranco Palazzolo

La generosità politica deve finire. L'intervento della politica in economia ha fatto solo danni. Lo ha detto alla “Voce” il professor Giuseppe Eusepi, docente di Scienze delle Finanze alla facoltà di Economia e commercio dell'università “La Sapienza” di Roma.
Prof. Eusepi, quali sono le sue valutazioni sulle politiche del cosiddetto Fiscal compact? Pensa che questo accordo sia stata la migliore risposta alla recessione?
“La domanda è molto chiara, ma la risposta da dare a questo quesito è complessa. Ritengo che questa soluzione sia utile. Non so se sia la scelta più utile. Nel contesto in cui ci siamo trovati nel 2011, il fiscal compact era una delle soluzioni. L'alternativa di non fare nulla era peggiore. La soluzione migliore era quella di risolvere i rapporti intergovernativi, ma a livello costituzionale. Quando è stata scritta la Costituzione europea non sono stati affrontati molti problemi”.
Quale è stato il problema?
“Gli Stati non hanno voluto affrontare il tema del federalismo europeo. Il grosso limite dei problemi che si sono presentati in questi anni è stato il pessimo rapporto tra gli Stati, che non hanno voluto cedere una parte della propria sovranità economica. Anche quando si affronta il tema del cosiddetto fiscal compact si evita di parlare di federalismo europeo. Certo, il caso dell'Unione europea è originale. Ma la via maestra da prendere con coraggio oggi è quella del federalismo europeo”.
Il nostro debito pubblico è arrivato al 121%. Il fiscal compact è misurato su un parametro del 60 per centro di rapporto tra debito e Pil. Se il nostro paese volesse raggiungere l'obiettivo di raggiungere il quella percentuale dovrebbe fare una politica di sacrifici fino al 2060 circa. Come se ne esce?
“Qualche problema che dovrebbe emergere è questo: se dovesse essere difficile rispettare quei vincoli del fiscal compact questo patto verrà inevitabilmente violato. Ma preferisco scartare questa ipotesi. Il problema di questa crisi è che per troppo tempo si è pensato che l'intervento pubblico riuscisse a sanare ogni problema dell'economia italiana. Ma non è così. E' stato proprio questo intervento che ha determinato le difficoltà che stiamo vivendo oggi. Anche la vicenda del Monte dei Paschi di Siena dimostra questa situazione. Perfino coloro che sono gli artefici di questa situazione continuano ad essere silenti su questa situazione. I problemi dell'economia non si risolvono con la statalizzazione. Io auspico la fine della 'generosità politica'”.
Che effetti avrà l'introduzione del pareggio di bilancio?
“Io spero che fermi il debito pubblico. Nel futuro prossimo dovranno essere fatte scelte molto chiare: i tagli di imposta e la riduzione della spesa pubblica devono essere attuati congiuntamente. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo”.

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