giovedì 7 febbraio 2013

Quella grave asimmetria europea

Intervista a Roberto Miccù
Voce Repubblicana, 7 febbraio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il fiscal compact è il tentativo di risolvere la grave asimmetria dell'Unione europea. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Roberto Miccù ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Roma “La Sapienza”.
Professor Miccù, lei conosce molto bene le tematiche relative al fiscal compact. Ritiene che questo accordo abbia messo una toppa alle dimenticanze del Trattato di Lisbona?
“La risposta da dare a questa domanda è molto difficile. Nel dibattito in corso sul fiscal compact è emerso molto chiaramente come questo accordo abbia seguito una tendenza che nasce con i trattati comunitari fin dal 1957. La nascita degli accordi comunitari ha portato con se degli squilibri profondi che non sono stati completamente risolti. Il fiscal compact è il tentativo di trovare una simmetria per una situazione che possiamo definire come asimmetrica. Il problema è che è stata costruita un'Unione monetaria senza un governo che guidi la politica economica dell'Unione europea. Il fiscal compact è il tentativo di risolvere questa asimmetria, cioè la mancanza di un governo europeo della politica economica. Si tratta comunque di una soluzione che non è riuscita, alla quale bisogna porre nuovi mattoni”.
Pensa che la costruzione europea, in alcuni periodi storici, sia stata praticamente improvvisata? E il fiscal compact rappresenta l'ultimo capitolo di questa improvvisazione?
“Diciamo che il processo di costituzionalizzazione dell'Unione europea è incrementale e nasce dalla fine della costituzione degli stati nazione. Gli stessi trattati del 1957 contengono in sé l'idea di una Costituzione europea sul modello della federalizzazione degli stati negli Stati Uniti d'America. I grandi pensatori europeisti come Monnet e Spinelli avevano pensato proprio a questo. Questa soluzione incrementale è arrivata al suo limite estremo. Ormai emerge chiaramente che bisogna dar vita ad un nuovo processo costituente. Questa è un'urgenza da affrontare subito. I parlamenti nazionali devono affrontare la questione”.
Il pareggio di bilancio in costituzione poteva essere proposto già ai tempi del Trattato di Maastricht? Il fatto che molti paesi dell'Unione europea ricorrano a questi vincoli costituzionali è un'estrema ratio?
“Questo principio è il portato di una visione europea asimmetrica. In base a questo principio prima viene il risanamento delle finanze dei singoli stati nazione dell'Euro e, poi, in una fase successiva, si prospetta il rilancio dell'economia. Questa è la soluzione che è giunta soprattutto sulla spinta della Germania. Oggi dobbiamo dare a questa visione una lettura diversa che, auspicabilmente, non sia esclusivamente funzionale al risanamento di bilancio. Ci vuole il rilancio della nostra economia e degli investimenti. Questo è il problema”.

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