martedì 26 marzo 2013

Ecco come uscire da quella spirale

Intervista a Roberto Musacchio
Voce Repubblicana, 26 marzo 2013
di Lanfranco Palazzolo

Le politiche di bilancio dell'Unione europea devono uscire dalla spirale di austerità. Lo ha detto alla “Voce” l'ex europarlamentare europeo comunista Roberto Musacchio.
Onorevole Musacchio, vi aspettavate dalla burocrazia dell'Ue una mossa azzardata come quella del prelievo forzoso nei confronti dei correntisti di Cipro?
“Credo che ci sia del metodo in questa lucida follia. C'è questa idea che l'Ue debba imporre ai popoli politiche di sacrifici. Cipro è all'interno di un pacchetto di provvedimenti da parte del Consiglio Europeo. L'Italia non ha criticato questi provvedimenti in seno al Consiglio europeo. Anzi, l'Italia si è affrettata a sostenere provvedimenti come il 'two pack', che permettono a Bruxelles di visionare le singole politiche finanziarie dei paesi Ue. La Commissione europea ha il potere di correggere queste politiche. Si tratta di un'autentica violazione della sovranità dei singoli paesi europei. Si tratta di un attacco alla nostra democrazia. Se ci fosse una vera democrazia europea si eviterebbero derive di questo tipo e si potrebbe ridiscutere quelle che sono le politiche europee di austerità. La Grecia ha visto moltiplicato il debito pubblico e diminuire il Pil da queste politiche irresponsabili. In Italia il Governo Monti non ha affatto cambiato queste politiche. Oggi abbiamo oltre il 2 per cento del Prodotto interno lordo”.
Come giudica l'attenzione dell'Unione europea nei confronti di Cipro?
“La giudico nulla. L'Europa non ha fatto assolutamente nulla per Cipro. Anzi, ha legittimato la spaccatura in corso nell'isola e l'ha legittimata per non urtate la Turchia, che occupa una parte di quell'isola. In quell'isola ci sono dei grandi interessi. Non si capisce perchè si applicano queste politiche in un paese che è appena più grande di un quartiere di Roma”.
Cosa sarebbe successo se fosse stato proposto un prelievo forzoso contro paesi come l'Irlanda o il Portogallo?
“A me pare che la Trojka abbia voluto voluto saggiare la tenuta dell'Unione europea saggiando certi provvedimenti nei confronti di paesi che sono ai margini dell'Unione europea. In questa politica è entrata anche l'Italia con la riforma delle pensioni e il patto di stabilità interna. Credo che sia un grave errore fare questi sacrifici solo per migliorare l'export della Germania. Così si alimenta solo il debito pubblico italiano”.
Crede che il Parlamento europeo si stia già ribellando a queste politiche assurde?
“Il Parlamento europeo ha fatto bene a bocciare il bilancio pluriennale. In base a quello che era previsto dalla strategia sociale del trattato di Lisbona si pensava ad un bilancio del 5%, ma oggi si parla di un bilancio dell'1%. L'austerità di bilancio non fa altro che aggravare la crisi europea. Ecco perché oggi occorrono nuovi investimenti”.

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