mercoledì 13 marzo 2013

Ecco perchè apriamo il confronto

Intervista a Claudio Barazzetta
Voce Repubblicana, 13 marzo 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Abbiamo deciso di tenere un’assemblea dei Radicali del Nord per confrontarci sui risultati elettorali. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Claudio Barazzetta, segretario dell’associazione Enzo Tortora. Radicali Milano.
Claudio Barazzetta, come è nata l’idea di un’assemblea di Radicali del Nord dopo il deludente risultato della lista Amnistia-Giustizia e Libertà?
“L’idea di un’assemblea nasce proprio dal risultato della lista AGL alle ultime elezioni politiche e dalle polemiche che hanno preceduto il voto sulla decisione di questa lista. Quello che vogliamo fare con questa assemblea è fornire uno strumento per il confronto delle opinioni. Vogliamo capire anche se ci sono altre strade per percorrere l’alterità radicale. L’insoddisfazione di questi ultimi mesi è evidente. Vogliamo capire se ci sono altre proposte più o meno valide e se è possibile dare voce al dissenso che in questi ultimi mesi si è palesato”.
Qual è stato l’errore commesso in visto delle ultime elezioni?
“Nelle riunioni che abbiamo fatto prima delle ultime elezioni politiche, quando abbiamo avuto l’occasione di ascoltare la voce di tutti i radicali lombardi, ci sono state delle modalità di azione che non avrebbero dovuto essere poste in essere. Molti iscritti hanno notato che il simbolo presentato alle ultime elezioni politiche non poteva essere chiaramente riconosciuto degli elettori come un simbolo radicale. Tutte questi aspetti verranno analizzate dalla nostra assemblea. Vogliamo riuscire a capire come muoverci in Lombardia in futuro”.
Che rapporti avete con Roma?
“Non direi che esiste un problema di accentramento politico. La stessa Radio Radicale ha annunciato di voler seguire la nostra assemblea politica. Questo è un momento di grande vivacità politica. E’ naturale che ci siano posizioni diverse in un partito democratico. Noi abbiamo combattuto delle battaglie importanti contro la partitocrazia e il regime formigoniano in Lombardia”.
Ecco, però avete combattuto queste battaglia, ma alle elezioni politiche vi siete presentati in un altro modo. Il problema è stato questo?
“Credo che se ci fossimo presentati con un simbolo come la Rosa nel Pugno oppure con un altro simbolo radicale sarebbe stato meglio per molti. Quando si era parlato del simbolo della Rosa nel Pugno molti radicali avevano manifestato il loro assenso politico”.
La battaglia per l’amnistia ha raccolto un grande successo tra gli iscritti radicali?
“Non c’è stata mai sfiducia su questa battaglia, ma una certa stanchezza c’è stata. Tuttavia, anche tra gli iscritti e i simpatizzanti radicali si è registrato uno scarso entusiasmo nei confronti di questa battaglia, soprattutto alla luce della scarsa risposta dei cittadini. Gli elettori ci chiedono le nostre risposte sui temi del lavoro e su altri temi”.

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