mercoledì 20 marzo 2013

Il nostro debito peggio di quello giapponese



Intervista a Giuseppe Eusepi
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 20 marzo 2013 

Il debito pubblico italiano è più grave di quello giapponese perché il nostro paese deve confrontarsi con i creditori esteri. Mentre a Tokio questo problema non c'è. Lo ha detto alla “Voce” il professor Giuseppe Eusepi, docente di scienza delle Finanze all'università “La Sapienza” di Roma..
Professor Eusepi, il nostro paese ha toccato un nuovo record negativo del debito pubblico.
“Il debito pubblico italiano è aumentato di 2022 miliardi. Questo debito è aumentato – ed è questa la cosa che ci interessa – rispetto alla percentuale del Prodotto interno lordo. Questo è un dato fondamentale perché i parametri stabiliti a Maastricht sono tarati su questo rapporto. La lettura di questi dati deve essere meno ovvia sul perché il debito pubblico sia aumentato in un contesto in cui è in carica un governo tecnico. Questo governo – in teoria – non avrebbe dovuto avere alcuna motivazione per lasciare il debito pubblico in questa situazione. Con un governo politico, il rapporto debito/PIL sarebbe aumentato. Se il prodotto interno lordo diminuisce, anche se il debito pubblico diminuisce, questo dato viene spinto verso l'alto. Ricordo che in questi tre anni il PIL sta diminuendo il percentuali molto alte per il nostro paese (1 o 2 per cento l'anno). In questo caso il debito pubblico è destinato ad aumentare. Siamo in una situazione esplosiva”.
Perché un governo tecnico non ha avuto maggiore coraggio?
“Questo è accaduto perché l'approccio italiano nel lungo periodo include il debito pubblico proprio come elemento costitutivo, quasi 'costituzionale', anche se la Costituzione dice altro. L'alta tassazione che è in vigore in Italia non permette di modificare il peso della spesa pubblica, se non in termini molto modesti. Nonostante gli intenti del governo. Gran parte della spesa pubblica italiana è automatica. Il governo non può fare quasi nulla. Può tagliare in fase di rinnovo dei contratti. Questo è anche un problema di un governo tecnico perché un esecutivo di questo tipo deve confrontarsi con un Parlamento politico”.
Come fa il Giappone a sostenere un debito pubblico superiore rispetto al nostro?
“In Giappone c'è un rapporto tra cittadinanza e governo e tra governo e lavoratori che è molto diversa da quella italiana ed europea. In Italia c'è una rottura fortissima tra governanti e governati. Da parte dei cittadini italiani c'è una forte indisponibilità dei cittadini a collaborare a causa del forte peso fiscale che grava sugli italiani. Dobbiamo ricordare che il debito italiano, per metà è legato all'estero. Mentre quello giapponese è essenzialmente interno. Questo cambia il discorso sull'onere del debito. Se il governo deve controllare gli interessi sul debito estero. Per questa ragione il governo italiano è molto più debole di quello giapponese”.  

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