martedì 19 marzo 2013

Il tecnocrate che voleva incrementare il debito pubblico



Voce Repubblicana, 19 marzo 2013
Intervista a Giorgio Galli 
di Lanfranco Palazzolo

Mario Monti ha fatto parte di quelle commissioni tecniche della Prima Repubblica nei governi che hanno aumentato il debito pubblico. E il professore non ha mai contestato apertamente queste politiche. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il politologo Giorgio Galli, che ha curato l’introduzione de “Il tecnocrate” (Kaos Edizioni), che raccoglie gli interventi del Prof. Mario Monti tra gli anni ’70 fino ad oggi.
Prof. Galli, quali conclusioni ha tratto sulle idee economiche del professor Monti prima che venisse nominato senatore a vita e Presidente del Consiglio di un governo tecnico?
“Credo che Mario Monti sia uno dei normali professori universitari che ci sono in Italia. La documentazione raccolta in questo libro non spiega se Monti sia o meno un brillante politico, ma mette in luce che il docente universitario è stato un consulente molto ascoltato di tutti i governi che hanno guidato l’Italia e ai quali cade la responsabilità di questo enorme debito pubblico. E questo non è un caso o un errore. Tutti i governi che si sono succeduti – e dei quali Monti è stato consulente – hanno utilizzato le risorse pubbliche per consolidare i loro consensi. Questa era una caratteristica della cosiddetta Prima Repubblica, alla quale hanno contribuito – in misura assolutamente determinante – i partiti di governo ai quali hanno dato qualche assenso anche i governi di opposizione. Questo uso sconsiderato del debito pubblico e delle risorse pubbliche rientra nelle responsabilità di Mario Monti, che è stato membro di tutte le commissioni tecniche insediate da questi governi e che davano suggerimenti a questi governi. I suoi commenti sui provvedimenti dei Governi della Prima Repubblica era che questi provvedimenti andavano bene, ma che si poteva fare di meglio. Considerazioni di una banalità unica”.
Lei cosa pensa di questo comportamento?
“Ne ‘il tecnocrate’ ho fatto questa considerazione. In una fase di grande sviluppo del capitalismo moderno non si vedono le grandi opere del prof. Monti. Nel testo vengono anche riportati dei giudizi di Monti sul capitalismo, anch’essi molto banali”.
Ritiene che Monti sia stato un trasformista?
“No, non credo lo sia stato. Monti ha sempre dato dei consigli e ha sempre accompagnato la politica dei vari governi sempre con grande coerenza. La sua è stata una grande coerenza di accompagnamento, se così si può dire”.
Che responsabilità ha avuto il berlusconismo nella crescita della fama di Monti visto, che fu proprio il Presidente del consiglio, nel 1994, a nominarlo commissario Ue?
“E’ vero che fu Berlusconi lo nominò Commissario europeo, ma anche il Governo D’Alema lo confermò a quella carica. Tutti e due gli schieramenti sono stati responsabili in questa scelta. Lo stesso Monti disse che nel 1994 aveva votato per Berlusconi”.   

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