venerdì 1 marzo 2013

La fine di quel bipolarismo classico

Intervista a Paolo Feltrin
Voce Repubblicana, 1° marzo 2013
di Lanfranco Palazzolo

Queste elezioni politiche hanno sancito la fine del bipolarismo classico e il fallimento del centrosinistra. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Paolo Feltrin, politologo e docente di Scienza della politica all'università di Trieste.
Prof. Feltrin, cosa pensa dell'esito delle elezioni politiche?
“C'erano diversi partiti che erano accreditati per ottenere molti voti. Alla fine, solo un grappolo di partiti medio-grandi ha raggiunto l'obiettivo. L'Udc esce ridimensionata dal voto. In Parlamento non entra nemmeno Oscar Giannino. Alcune liste che – almeno nelle previsioni – dovevano prendere qualche punto, hanno ottenuto un risultato modesto. L'effetto concentrazione su Grillo ha praticamente mangiato tutto. Questo è il primo risultato. Il secondo risultato elettorale è che si assiste alla fine del bipolarismo classico. Nel 2008 il Pd e il Pdl avevano raggiunto il 94 per cento dei voti. Oggi, invece, non raggiungono nemmeno il 60 per cento dei voti. Lo schema bipolare ha perso oltre il 30 per cento dei voti. In realtà il centrodestra porta a casa un risultato atteso. Il 29 per cento è un risultato compatibile con le anticipazioni fatte dai sondaggi nelle scorse settimane. Ma si tratta comunque di una grave sconfitta del centrodestra. Nel 2008 questo partito aveva preso il 46 per cento dei voti. Il centrodestra ha perso quasi 18 punti percentuali”.
Allora come valuta i risultati degli altri partiti?
“Anche qui ci troviamo di fronte a dati molto sorprendenti. Queste elezioni hanno sancito il fallimento del centrosinistra”.
Non crede che il successo del Movimento 5 Stelle sia la prova che il centrosinistra è profondamente diviso e poco omogeneo politicamente?
“Sono convinto che il Movimento 5 Stelle ha preso voti anche al Partito democratico. Anche il Pd ha perso molti punti. Nel 2008 aveva ottenuto il 33 per cento, mentre oggi ha appena il 25 per cento dei consensi. Dove sono finiti questi otto punti lo vedremo in seguito. Una parte di questi voti è andata verso Grillo. Se ragioniamo su schemi molto semplificati ci accorgiamo che abbiamo una struttura molto semplificata con questi tre partiti praticamente alla pari. Questo non è il bipolarismo. In Grillo ci sono tutti i partiti dell'arco costituzionale: la 'Grosse Koalition'. In Grillo si trovano voti di tutte le tendenze politiche. Resta da capire come e quanto queste tendenze possano restare unite. Questo è un interrogativo al quale risponderanno i fatti delle prossime settimane”.
Come spiega il fallimento del terzo polo?
“Questo risultato era prevedibile. Ormai era chiaro da settimane che c'erano delle grosse difficoltà per l'emersione di uno spazio politico di questo genere. Da questo punto di vista non c'è stata nessuna sorpresa. Monti ha aumentato i consensi di quest'area”.

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