giovedì 14 marzo 2013

Quella non è la persona giusta per il Quirinale

Intervista a Massimo Franco
Voce Repubblicana, 14 marzo 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Dario Fo non è la persona giusta per il Quirinale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Massimo Franco, editorialista del “Corriere della Sera”.
Massimo Franco, la corsa per il Quirinale sarà molto complessa e difficile. L’elezione del Presidente della Repubblica potrebbe coincidere con lo scioglimento delle Camere. In quale quadro politico il Parlamento si avvia a prendere questa scelta dopo la conferma di Napolitano di non allungare il suo mandato? Prevede un confronto politico travagliato?
“Sulla carta, la scelta del Presidente della Repubblica si presenta come molto travagliata, se non altro perché ci sono in Parlamento tre grossi spezzoni in grosso conflitto tra loro. A questi tre spezzoni deve essere aggiunta la componente di Mario Monti e dei centristi che appare molto diversa da questi tre spezzoni. Con l’elezione di Giorgio Napolitano si è interrotta una prassi che durava ormai da decenni e che si era instaurata dopo l’elezione al Quirinale di Giovanni Leone. Dopo di allora il Parlamento aveva eletto il Capo dello Stato con una maggioranza molto larga. Con Napolitano si era tornati all’elezione di un Presidente della Repubblica eletto da una parte politica. Tutti ricordano che Napolitano è stato eletto da una maggioranza di sinistra. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivelato più equilibrato rispetto a tanti altri. L’incognita – secondo me – è quale può essere una maggioranza per eleggere il capo dello Stato. Secondo me, non esiste una maggioranza per eleggere un nuovo governo, il primo della legislatura. Bisognerà vedere come potranno saldarsi delle nuove convergenze che – ad oggi – non si vedono affatto”.
Cosa pensa della possibilità che venga eletto il premio Nobel per la letteratura Dario Fo?
“Tendo a guardare a questa ipotesi con un certo scetticismo. Il Presidente della Repubblica deve essere un grande conoscitore della macchina dello Stato e intervenire opportunamente per evitare che lo Stato si ‘rompa’. Credo che sia molto importante la dimensione internazionale del Presidente della Repubblica. Dario Fo non ha questa dimensione politica, lo dico con il massimo rispetto”.
Sarà necessario ricorrere ad un Presidente fuori dal Parlamento, in tempi di antipolitica e di sfiducia nel mandato dei parlamentari?
“Questo non lo so. Certamente domina l’antipolitica e l’opposizione alla politica e a un metodo politico che è stato inconcludente. Quindi c’è anche da intendersi sul termine antipolitica. Si è parlato anche di una candidatura di Romano Prodi come mediatore politico tra il Pd e i grillini. Questa è solo un’ipotesi. Il ruolo del Quirinale è molto importante per gli equilibri della vita politica italiana. Ed è da qui che partono accordi e mediazioni per la stabilizzazione della vita politica”.

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