giovedì 7 marzo 2013

Qui ci vuole un governo a 5 stelle

Intervista a Emilio Targia
Voce Repubblicana 7 marzo 2013
di Lanfranco Palazzolo

Ci vuole una politica nuova e un Governo a 5 stelle per rendere Grillo propositivo. Lo ha detto alla “Voce” Emilio Targia, autore, insieme a Federica De Maria e Edoardo Fleischner, di "Chi ha paura di Beppe Grillo?" (Selene - 2008). Emilio Targia è caporedattore di “Radio Radicale”.
Emilio Targia, è rimasto sorpreso della grande affermazione del M5S. Nel vostro libro lo avevate previsto?
“No. I sondaggi che davano Grillo al 13/14 per cento non mi convincevano. Non erano esattamente ‘a fuoco’ sul potenziale elettorato del M5S. Mi aspettavo un 20/21 per cento, non però che diventasse il primo partito. Nel libro scritto con Federica De Maria e con il Prof. Fleischner, pubblicato in tempi non sospetti, non azzardavamo previsioni, ma cercavamo piuttosto di mettere a fuoco i segnali che arrivavano dal pubblico di Grillo. Certo, poi, dopo aver intervistato circa 300 spettatori all'uscita da alcuni suoi show ci siamo accorti che molti lo reclamavano anche come leader politico. E quei “segnali” son diventati poi più forti. Fino a contagiare e moltiplicare il numero dei potenziali elettori. Che spesso sono stati suo pubblico pagante in qualche show in teatro o in un palasport. All'epoca nelle presentazioni tv del libro - dopo il primo V-Day di Bologna 2007 - azzardavo un valore elettorale del 7/8 % già allora”.
Quali sono state le reazioni dei suoi interlocutori?
“Mi ridevano in faccia, ma credo che in quel momento quello fosse il dato di partenza. Un dato spesso snobbato, e sottovalutato. Il “marketing” di Grillo ha successo perché individua un bisogno profondo: quello dell' ‘agire collettivo’, come ricorda nel nostro libro Daniele Luttazzi. Legato ad un'altra necessità, ciclica nel nostro paese: quella di sbeffeggiare il potere. I due elementi combinati, nello scenario italiano che assomiglia sempre più ad una immobile palude, hanno provocato una reazione a catena. Prevedibile, però”.
Pensa che il M5S dimostrerà di essere propositivo?
“La risposta è contenuta in quel che sta accadendo in questi giorni. E' evidente che il M5S non può tradire il mandato che gli è stato conferito dagli elettori. Che sembra essere prima di tutto un enorme “basta!” urlato sulla scheda. Vedremo se e come si svilupperà quel ‘dialogo’ reclamato da Marco Pannella nella postfazione del nostro libro, rivolta a Grillo: ‘dalla tua singolarità, dalla tua forza, da te, è indispensabile che tu tragga dialogo, e non monologo, proposta e non protesta...’. Ma la principale forza propulsiva sembra con tutta evidenza essere per ora l'abbattimento della vecchia concezione della politica. Vedremo se a questa fase poi seguirà un periodo di costruzione di una politica nuova. Ma per assistere a questa fase dovremmo attendere probabilmente che vi sia un esecutivo a 5 stelle...”.

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