giovedì 21 marzo 2013

Una scelta molto intelligente



Voce Repubblicana, 21 marzo 2013
Intervista a Pino Pisicchio 
di Lanfranco Palazzolo

Quella di Laura Boldrini è stata una scelta molto intelligente per la Presidenza della Camera de deputati. Lo ha detto alla “Voce” il deputato di Centro democratico Pino Pisicchio.
Onorevole Pisicchio, la Camera dei deputati ha eletto il suo presidente. Cosa pensa di come si è arrivati a questa decisione?
“Naturalmente ho votato per Laura Boldrini. Ho dato il mio voto alla Presidente Boldrini con grande convinzione. Quella della Boldrini mi è sembrata una scelta molto intelligente e fuori dallo schema partitico. La Boldrini si è mossa all’interno di una idea di innovazione che porta con se due elementi di grande significatività: si tratta della terza donna eletta alla Presidenza della Camera e poi si è sempre battuta per gli emarginati e per i più deboli. Questa è un elemento di grande significatività per un politico. Inoltre, la Presidente Boldrini non è mai stata legata ai partiti. Questo è un grande fattore di novità su cui costruire in nuovo tempo della buona politica”.
Ritiene che il Pd abbia compiuto una scelta di ripiego visto che Bersani aveva puntato su altri esponenti politici, in un primo tempo?
“Credo che sarebbe ingeneroso dire questo nei confronti dell’azione svolta dal Pd e anche verso la nuova Presidente della Camera. Non la definirei una scelta di ripiego. Direi che Dario Franceschini si è comportato in modo corretto facendo un passo indietro. Franceschini ha messo in evidenza che il gesto di novità per la candidatura di Laura Boldrini fosse da preferire a un scelta da fare all’interno di un partito”.
Quando nel 1996 fu eletto alla Presidenza della Camera dei deputati venne eletto Luciano Violante, il presidente eletto dai Democratici di sinistra fece un richiamo alla pacificazione tra fascismo e antifascismo. La Boldrini si è mossa nella direzione opposta. Infatti, quando le telecamere hanno fatto una panoramica sull’aula, una parte dell’emiciclo non ha applaudito. E’ stato opportuno un richiamo del genere in un momento in cui il Parlamento è chiamato alla massima collaborazione?
“Io ho condiviso i richiami fatti dalla Presidente: questo afflato sociale molto intenso viste le difficoltà che vive il nostro paese; i richiami fatti alla Costituzione; ad Aldo Moro. Io sono un moroteo. Ho ritenuto poco opportuna la reazione di alcuni settori della Camera. Questo atteggiamento è tipico di una politica che si sente fuori da un’indicazione di Presidenza che è stata fatta da altre aree politiche. Il nostro obiettivo è quello di abbandonare l’ascia di guerra e lasciarci alle spalle il passato fatto di conflitti”.
Dopo la Presidenza di Gianfranco Fini sarà più facile per la Boldrini guadagnare consensi?
“Fini è stato inappuntabile. Dobbiamo scindere il ruolo politico di Fini da quello di Presidente della Camera”.   

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