giovedì 28 marzo 2013

Una vicenda gestita malissimo

Voce Repubblicana, 28 marzo 2013
Intervista a Sergio Divina
di Lanfranco Palazzolo

La vicenda dei due marò andava gestita di concerto con gli altri paesi alleati dell'Italia. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Sergio Divina della Lega Nord. Ecco cosa ci ha detto dopo le dimissioni del ministro degli Esteri.
Senatore, oggi al Senato aspettavate di ascoltare le parole del ministro degli Esteri Terzi di Sant'Agata sullo scontro diplomatico politico con l'India, ma il responsabile della Farnesina si è dimesso in aula alla Camera.
“Adesso dovremmo capire la posizione ufficiale del Governo sulla vicenda. Sembra che tra ministri non abbiano la stessa opinione sulla vicenda. Adesso sarà compito del Presidente del Consiglio Mario Monti dovrà fare la sintesi. Nessuno sa dire se qualcuno ha imposto le dimissioni al ministro oppure se qualcuno ha chiesto al responsabile della Farnesina un atto di responsabilità. Arrivare dimissionario in aula alla Camera dei deputati lascia perplessi Il ministro degli Esteri ha gestito la vicenda in modo inopportuno. La vicenda dei due marò è diventata grottesca”.
Lei cosa avrebbe fatto?
“Se noi potessimo ipoteticamente sfiduciare il ministro degli Esteri Terzi e ricominciare da zero con una diplomazia che non si rivolge più allo Stato indiano. Se noi non riconosciamo la giurisdizione dello Stato indiano è inutile andare a chiedere pene più miti solo per rimandare due militari in India, che poi verrebbero trattati peggio di due criminali comuni. Invece si tratta di due militari che hanno compiuto il loro dovere e che facevano parte di una missione di pace. La diplomazia dell'Unione europea avrebbe dovuto schierarsi dalla parte dell'Italia con la minaccia, da parte del nostro paese, di interrompere la nostra partecipazione alla missione 'Atalanta' e di ritirarci dal Libano e anche dall'Afghanistan. Se non abbiamo le diplomazie amiche che ci difendono sulla vicenda relativa alla 'presa in ostaggio' del nostro ambasciatore in India, dovevamo almeno tentare una strada nuova scollegando il ruolo di questo ministro con una nuova azione diplomatica. L'aula avrebbe dovuto chiedere al ministro Terzi un passo indietro e una nuova fase con altri soggetti e altri presupposti. Adesso la situazione diventa paradossale e dobbiamo uscirne”.
Che ruolo ha avuto in questa vicenda il ministro della Difesa Di Paola che lo scorso 11 marzo aveva detto di essere d'accordo con l'iniziativa?
“Io posso capire l'imbarazzo dell'ammiraglio Di Paola che si è trovato ad essere il ministro della Difesa. Credo che questi due ruoli insieme non vanno bene. I ruoli di indirizzo politico entrano spesso in conflitto con la formazione dell'ammiraglio”.
Il rapporto del ministro Terzi con il Parlamento è stato pessimo?
“A nemico che fugge ponti d'oro. Non mi sento di sparare alla schiena contro Terzi. Non lo fanno nemmeno i militari”.

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