mercoledì 24 aprile 2013

Abbiamo bisogno di larghe intese



Intervista a Gianfranco Rotondi 
Voce Repubblicana, 24 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

Oggi il Paese ha bisogno delle cosiddette larghe intese tra i due grandi partiti. Il Pd non deve spaventarsi di fronte alle emergenze del paese. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle libertà Gianfranco Rotondi.
Onorevole Rotondi, dopo l'elezione e il giuramento del Presidente della Repubblica quali sono gli scenari possibili?
“Io ho stima di Giorgio Napolitano e l'ho apprezzato. Non è un caso che Napolitano sia il primo Presidente della storia della Repubblica ad essere rieletto. Il mio spirito è quello di tutti gli italiani che si riconoscono in lui e nel ruolo che ha saputo svolgere”.
Nel 2006 lo aveva votato?
“No, non lo avevo votato perché il centrodestra aveva deciso di non votarlo”.
Che importanza ha dato al lavoro svolto dai saggi indicati da Giorgio Napolitano?
“Il lavoro è stato utile perché ha permesso di nascondere bene l'impotenza del primo partito politico italiano, che non è stato in grado di formare un nuovo governo”.
Lei è favorevole alle cosiddette larghe intese, che potrebbero essere l'unica possibilità per salvare questo paese?
“Io sono favorevole alle larghe intese tra i maggiori partiti a condizione che duri cinque anni e che sappia resistere al costo dei consensi che costerà questa alleanza. Il problema è il Partito democratico. Se in questo partito si spaventano per un tweet figuriamoci cosa succederà quando arriverà la prima difficoltà”.
Berlusconi ha fatto una bella figura dimostrando di essere davvero un uomo di Stato?
“Berlusconi ci ha guadagnato perché ha capito che il paese si può salvare solo così. E' assurdo pensare di portare al governo Grillo. Il comico genovese è simpatico, ma a me non fa paura. Credo sia irresponsabile mettergli in mano le chiavi del governo del paese. E' un errore da evitare”.
Come si è comportato il segretario dimissionario del Pd Pierluigi Bersani nella gestione della crisi e poi nella partita per il Quirinale?
“Io difendo Bersani per quello che è successo. La colpa non è sua. Il segretario del Pd deve fare i conti con un partito largamente ideologizzato e caratterizzato dall'antiberlusconismo. Il problema del Pd è di aver sostituito il marxismo con la filosofia anticasta. Il vecchio Pci avrebbe difeso il Parlamento da tutte queste critiche e avrebbe difeso i redditi dei parlamentari per non trasformarli in strumenti del potere finanziario”.
Il programma del prossimo governo sarà quello dei saggi?
“Il problema dell'Italia, da almeno vent'anni, è lo stesso: mettere a posto i conti pubblici in linea con le condizioni richieste dall'Unione europea”.
Come si fa a formare un nuovo governo se il Pd non ha una guida politica?
“Io ho dei dubbi che si possa fare un governo con questo Partito democratico. Oggi abbiamo bisogno di un governo davvero responsabile”.

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