giovedì 25 aprile 2013

Eccezionale veramente



Intervista a Gaetano Azzariti
Voce Repubblicana, 25 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

Oggi ci troviamo in una situazione eccezionale in cui il Presidente della Repubblica è l'unico soggetto forte. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Gaetano Azzariti, docente di Diritto Costituzionale all'università “La Sapienza” di Roma.
Prof. Azzariti, la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica è un fatto del tutto nuovo.  Lo scorso 20 aprile lei ha pubblicato un articolo sul quotidiano “il Manifesto” nel quale ha sollevato il dilemma sul ruolo del Capo dello Stato. Il titolo di questo articolo era emblematico “Un garante, non un leader politico”.
“Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione del tutto eccezionale. Come è noto, questo è il primo caso di rielezione di un Presidente della Repubblica. Agli studenti che frequentano i corsi di diritto costituzionale abbiamo sempre spiegato che la rielezione del Capo dello Stato era un'ipotesi di scuola perché il mandato presidenziale è lungo, troppo lungo. Anche gli altri garanti del sistema costituzionale italiano, i giudici della Corte costituzionale restano in carica per 9 anni, un periodo molto lungo. E per loro non è contemplato un secondo mandato. Quella che viviamo è una situazione preoccupante”.
Cosa pensa del discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Napolitano?
“Il discorso del Presidente della Repubblica in Parlamento è stato molto duro e riflette una situazione molto anomala. Oggi ci troviamo di fronte ad un Presidente eccezionale. Ci troviamo di fronte ad uno stato patologico della situazione politica italiana su cui è necessario riflettere. La cosa che mi ha impressionato di più sono stati i 31 applausi dei parlamentari che applaudivano pur essendo accusati di portare sulle loro spalle una grossa responsabilità in questa situazione difficile. Da amante del nostro sistema democratico, vorrei chiedermi quale significato dobbiamo attribuire a quegli applausi. Se quegli applausi avevano un significato liberatorio erano senza dubbio sbagliati. Io spero di poter interpretare che quelli erano degli applausi problematici e di impegno per risolvere i problemi del Paese. Napolitano è stato generoso ad accettare l'incarico. Ma questa rielezione è una resa del nostro sistema parlamentare”.
Lei è stato uno dei pochi costituzionalisti che aveva chiesto a Napolitano di dimettersi prima della fine del mandato? Cosa pensa della vicenda dei saggi?
“Napolitano non poteva decidere lo scioglimento delle Camere in quanto era nel periodo del semestre bianco. Quando era fallito il tentativo di Bersani avevo pensato che si dovesse arrivare a una conclusione della vicenda. La mia richiesta di dimissioni era finalizzata a risolvere definitivamente la crisi. Io avevo chiesto le sue dimissioni per accelerare gli esiti della crisi”.

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