venerdì 5 aprile 2013

Ecco come Napolitano vuole uscire dal ventennio berlusconiano



Voce Repubblicana, 5 aprile 2013
Intervista a Giorgio Galli
di Lanfranco Palazzolo

Il Presidente Napolitano ha scelto la strada soft per uscire dal ventennio berlusconiano. Ma questo è un compito difficile da mettere in atto con discrezione. Lo ha detto alla “Voce” il prof. Giorgio Galli.
Professor Galli, cosa pensa della nomina dei saggi da parte di Giorgio Napolitano? Siamo giunti al “Governo dei custodi”?
“No, non temo questo rischio. L’espressione di ‘governo dei custodi’ utilizzata dal teorico della democrazia Robert Dahl non riguardava un caso come questo. Non credo che quello di Giorgio Napolitano sia un tentativo così ambizioso. Credo che l’idea di Napolitano sia quella di guadagnare un po’ di tempo sperando che il trascorrere del tempo faccia decantare la situazione. Non credo ci sia questo rischio”.
Cosa pensa dei nomi che sono stati scelti e il criterio partitico di questi nomi dal quale sono stati esclusi esponenti del M5s?
“Oltre a far passare il tempo, credo che il tentativo di Napolitano sia quello che vede il Presidente della Repubblica assumere un ruolo di primo piano nella crisi politica con un governo di larghe intese. In questo quadro politico il Movimento 5 Stelle viene considerato come qualcosa di sovversivo. Il criterio con il quale sono stati scelti questi nomi è quello di preparare il terreno per possibili larghe intese. Qualcuno ha inteso vedere in queste personalità dei ‘saggi’ degli esponenti graditi al quadro tradizionale della politica italiana. A quella che viene considerata una casta. In questo contesto ci sono anche personaggi di grande indipendenza e valore come Valerio Onida. Ma il criterio è quello delle larghe intese. Il M5s viene considerato fuori da questa strategia”.
Lo scontro per il Quirinale diventerà decisivo per la sorte della legislatura?
“Assolutamente. Sarà decisivo se si troverà un nome che possa prefigurare le larghe intese. Potrebbe prevalere il tentativo di ascoltare il M5s che sta individuando un suo candidatoradimento che possa prefigurare le larghe intese. Potrebbe prevalere il t”.
Chi scegliere?
“Questo dipende dalla soluzione politica che si vuole per il futuro. I nomi che circolano sono quelli di Giuliano Amato e, addirittura, di Massimo D’Alema. Nomi che, tutto sommato, potrebbero essere graditi al Pdl. La via di una contrapposizione prevede la confluenza dei voti del Pd e del Movimento 5 stelle nei confronti di Emma Bonino. In  questo quadro potrebbero esserci confluenze su nomi come quello di Stefano Rodotà e di Gustavo Zagrebelsky. La partita resta molto aperta perché il Pd resta ancora molto diviso”.
Che giudizio ha maturato del settennato di Giorgio Napolitano?
“Napolitano ha seguito la strada delle larghe intese. Oggi si affida al futuro, consapevole che il futuro non spetta a lui. Napolitano ha scelto la strada soft per uscire dal ventennio berlusconiano. Ma è difficile uscire così discretamente da un periodo del genere”.  

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