martedì 16 aprile 2013

Meglio una legge elettorale mista di questo bipolarismo



Voce Repubblicana 16 aprile 2013
Intervista a Gregorio Gitti
di Lanfranco Palazzolo 

Meglio un sistema elettorale misto che questo bipolarismo all'italiana. Ecco perché il lavoro compiuto dai saggi nominati da Napolitano è stato ottimo. Lo ha detto alla “Voce” il deputato di Scelta Civica Gregorio Gitti.
Onorevole Gitti, cosa pensa del lavoro svolto dai saggi nominati dal Presidente Napolitano?
“La mia valutazione è positiva. L'iniziativa dei saggi che hanno lavorato a un'ipotesi di una forma di governo era nata su una proposta elaborata proprio da 'Scelta civica'. La nostra valutazione sul metodo è positiva. Ma questo giudizio positivo si estende anche ai contenuti del  memorandum sui temi economici e sociali e a quello sui temi istituzionali. I saggi sono giunti alla conclusione di un rafforzamento della forma di governo parlamentare attraverso l'introduzione della sfiducia costruttiva”.
Cosa pensa del lavoro svolto dai saggi sulla legge elettorale?
“I saggi hanno trovato un punto di convergenza molto importante tra il sistema spagnolo e il sistema tedesco. L'accordo che è stato trovato dai saggi è per un sistema elettorale simile al 'Mattarellum'. Da questo punto di vista abbiamo insistito affinché vi fosse un riallineamento della quota proporzionale della legge elettorale. Mario Mauro aveva proposto ai saggi di aumentare del 25 per cento la quota proporzionale della legge elettorale. Questo nuovo sistema avrebbe portato al 50 per cento dell'elezione proporzionale dei parlamentari. Questo nuovo sistema prenderebbe atto della frammentazione del sistema politico italiano e del cosiddetto bipolarismo all'italiana. Le coalizioni che si sono alternate alla guida del nostro paese in questi anni si sono dimostrate sgangherate e inadeguate a guidare il paese”.
Uno dei temi trattati dai saggi è anche quello del finanziamento pubblico ai partiti. Crede che sia stato un errore non aver portato, tra i saggi, anche esponenti del Movimento 5 Stelle?
“Sul finanziamento pubblico ai partiti è totalmente falsante la prospettiva che i partiti politici, che svolgono un'azione indipendente e autonoma rispetto ai poteri economici, è utile. Questo finanziamento esiste nelle più titolate democrazie del mondo. Per poter produrre un progetto politico autonomo indipendente, i partiti possono essere finanziati come in Germania, attraverso un budget che documenti le loro spese. Ma per realizzare questo obiettivo deve essere realizzato l'articolo 49 costituzione attraverso una legge attuativa. Le ricordo che il cancelliere tedesco Helmut Kohl si era dimesso perché il suo revisore non aveva documentato spese per 20mila euro. Per quanto riguarda il M5S non credo che il Capo dello Stato abbia commesso degli abusi. Il Capo dello Stato ha nominato i saggi dopo aver ascoltato tutti, anche il M5S. Sono stati loro a sfilarsi”.

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