sabato 27 aprile 2013

Quanti conflitti d'interessi per i sondaggisti italiani


Intervista a Mario Staderini
Voce Repubblicana, 27 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

Ci sono molti conflitti di interesse nel settore dei sondaggi. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini.
Mario Staderini, il vostro partito si è schierato con nettezza contro i sondaggi politico-elettorali proprio mentre tutti i sondaggi fatti prima delle elezioni del Presidente della Repubblica avevano messo Emma Bonino il testa alla lista dei “papabili”.
“Abbiamo organizzato un seminario insieme al prof. Morcellini, preside della facoltà di scienze della Comunicazione dell'università La Sapienza di Roma. In questo seminario abbiamo fornito i dati raccolti dal Centro d'Ascolto radiotelevisivo per capire quanto gli italiani abbiamo avuto la possibilità di conoscere il programma di tutti i partiti politici alle ultime elezioni. Inoltre abbiamo anche analizzato il profilo dei sondaggi politico-elettorali. Abbiamo messo in evidenza un'inchiesta fatta da Radicali italiani a gennaio di quest'anno. In questa inchiesta abbiamo scoperto il ruolo del talk show che amplificano il loro potere attraverso i sondaggi”.
Perché pensate che i sondaggi possano falsare la realtà?
Questi sondaggi sono inattendibili perché le società dei sondaggi sono inquinate dai conflitti di interessi. Il problema è questo. Molto spesso i committenti di questi sondaggi risultano inattendibili e ascientifici anche per i conflitti di interesse. I committenti sono quelle stesse aree rappresentate nelle trasmissioni televisive e hanno anche un ruolo di cattura del sondaggista. Molti dei sondaggi sono da verificare. Basta osservare quello che accade quando vengono diffusi i sondaggi Ipsos durante la trasmissione “Ballarò”. Questi sondaggi danno un risultato diverso quando viene citata Emma Bonino e un altro risultato quando la Bonino non viene citata. La differenza è sostanziale”.
L'attuale legge elettorale è stata ideata su misura di sondaggio?
“Hai colto nel segno. Questa legge elettorale è stata studiata a misura di utilizzo propagandistico dei sondaggi. Con il sistema proporzionale si mette al centro il partito e non la persona. In un sistema maggioritario è molto più difficile comprendere come andranno a finire le cose. Ma a molti italiani piace questo sistema perché gli elettori del nostro paese sono dei grandi tifosi”.
Come spiegate il fatto che in Francia, dove vige un sistema maggioritario, invece i sondaggi sono un elemento fondamentale della vita politica di quel paese?
“In quel paese di può fare un sondaggio molto preciso visto che il grosso scontro politico avviene per l'Eliseo, dove si scontrano diversi candidati in due turni”.
Le società dei sondaggi sono succursali dei partiti politici?
“Ci sono casi assurdi. La Swg è controllata, al 30 per cento, dalla regione Friuli-Venezia-Giulia. Questo non dovrebbe accadere”.

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