venerdì 19 aprile 2013

Qui ci vuole Emma


Interivsta a Sergio Dompè
Voce Repubblicana, 19 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

Al Quirinale sceglierei Emma Bonnino. Lo ha detto alla “Voce” Sergio Dompè, Presidente di Dompè farmaceutici, ex Presidente di Assobiotech e di Farmindustria.

Presidente Dompè, il nostro paese si trova in una grave crisi. Che fare di fronte alla crisi?

“Oggi ci troviamo in un momento di grande importanza politica ed economica. Il blocco europeo ha forse importato con una certa leggerezza le regole della competitività globale che portava con se delle grosse differenze nel settore manifatturiero. Le nostre imprese sono molto competitive. Lo dimostrano i dati dell’export. Ma oggi si assiste ad una situazione sconcertante. Non mi sembra che ci sia un cammino condiviso sulla gestione del paese e su come avviare la ripresa e attrarre investimenti e giovani nelle imprese. Sono questi i temi da affrontare. I saggi voluti da Napolitano hanno fatto il loro lavoro, ma la medicina da somministrare al nostro paese è una sola. Le cose vengono dette, ma non vengono fatte. Questo è il problema che si trova ad affrontare il nostro paese”.

Come trova il modo in cui i partiti stanno affrontando la crisi. Lo scorso fine settimana il Pd ha organizzato una manifestazione contro la povertà? Trova che questo sia il modo giusto per affrontare la crisi?

“Non credo che questo sia il modo giusto per rispondere alla crisi. Il problema della povertà del nostro paese è prioritario.  Ma il tema è quello di coniugare le esigenze di bilancio con la crisi. Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione di rigore che è molto diversa da quella con cui la Germania è costretta a far fronte alla situazione economica.  Ecco perché è necessario allentare i cordoni della borsa, soprattutto per far fronte a quelle spinte che sono funzionali al paese. Qui non si tratta di fare un favore alle imprese, ma di sostenere il sistema-paese. Questa è l’emergenza da affrontare. La recessione deve essere aggredita con gli investimenti sui giovani. Bastano pochi provvedimenti, ma concreti. Le manifestazioni contro la povertà non servono”.

Oltre allo sblocco dei fondi della PA alle imprese cosa serve?

“Non voglio fare l’uomo delle ricette facile. Lo scandalo delle imprese che non dispongono di liquidità è assurdo. Credo che oggi sia necessario sostenere l’export, ma è  necessario favorire il lavoro di chi investe in Italia in ricerca, sull’export e sul lavoro dei giovani. Sono questi i provvedimenti di cui abbiamo bisogno. I costi della politica sono un aggravio di questa crisi. L’impressione che hanno tutti è un duro colpo nei confronti di chi soffre nell’attività d’impresa”.  

Lei chi sceglierebbe al Quirinale?

“Sono amico di Emma Bonino. La apprezzo molto perché è una donna coerente e ha sempre sostenuto l’innovazione. E poi è sempre stata una donna indipendente da tutto e da tutti”.

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