mercoledì 17 aprile 2013

Un presidente condiviso innanzitutto



Intervista a Myrta Merlino
Voce Repubblicana, 
17 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

L’Italia ha bisogno di un Presidente della Repubblica condiviso. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la giornalista televisiva e saggista Myrta Merlino.
Myrta Merlino, questa settimana comincia la sfida per il Quirinale.
“Lo stallo politico per questo appuntamento è grande. La due giorni di Confindutria a Torino hanno dimostrato che le urgenze del paese sono molte. E questi 50 giorni di ‘non governo’ – questa è la definizione del Presidente degli industriali Sergio Squinzi – sono costati al paese un punto di Prodotto interno lordo. Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione tale di ingorgo istituzionale. Il primo nodo da sciogliere è quello del Quirinale. Ci troviamo di fronte ad un Parlamento che può essere sciolto dal Presidente della Repubblica. Il tono delle forze politiche è quello da campagna elettorale. Questa è l’unica certezza che si avverte. Ecco perché scegliere un buon Presidente della Repubblica sarà una scelta cruciale per il Paese. L’Italia è pieno di problemi reali e di rabbia. Di fronte all’allarme lanciato da Confindustria, i partiti politici hanno pensato bene di organizzare due manifestazioni politiche a Bari e a Roma”.
E’ rimasta sorpresa dai nomi che sono usciti fuori?
“Mi pare che la corsa sia ancora molto confusa. Le Quirinarie dei grillini hanno confermato che ci sono dei nomi come quello di Emma Bonino e di Romano Prodi che non hanno un’identità di partito fortissima. Adesso sarà interessante vedere il segnale che darà il Pd per trovare un nome condiviso. Io sono contraria al termine inciucio. Ma per individuare il Capo dello Stato sarà necessario trovare un accordo. Tuttavia, l’elezione del Presidente della Repubblica ha le caratteristiche tipiche del voto ‘condiviso’: il voto è segreto; si riunisce il Parlamento con i delegati delle regioni. Immaginare di eleggere il Capo dello Stato in modo diverso, attraverso le Quirinarie è una stupidaggine. I nostri Presidenti della Repubblica sono sempre stati una garanzia per il nostro paese”.
Lei chi vorrebbe al Quirinale?
“Una donna. Non lo dico per una questione di genere. Io sono contraria a certi schemi per i quali ci vuole una donna solo per dimostrare il cambiamento. Oggi ci vuole un segnale di svolta e di attenzione in un paese maschilista e seduto su logiche di cooptazione. Credo che la Bonino abbia le caratteristiche per essere un buon Presidente della Repubblica. La Bonino è stata un ottimo Commissario europeo, capace di svolgere bene il suo ruolo in ogni circostanza. Mi auguro anche che l’elezione del Presidente della Repubblica venga condivisa. Questo paese ha bisogno di un capo dello Stato che non venga eletto dopo il quarto turno di elezione. Oggi abbiamo bisogno di un Capo dello Stato che sia condiviso dal maggior numero possibile di grandi elettori”.

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