venerdì 3 maggio 2013

Che brutto sottogoverno in Umbria!

Intervista a Claudio Abiuso
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 3 maggio 2013

La situazione del sottogoverno in Umbria è gravissima. Lo ha detto alla “Voce” Claudio Abiuso della Lista civica l'Altra Perugia che si batte per l’alternativa in Umbria, regione nella quale il centrosinistra governa ininterrottamente dal 1947. In questi giorni la Lista civica l’Altra Perugia ha pubblicato un volume dal titolo “Sprecopoli”nel quale vengono denunciati i costi del sottogoverno.
Claudio Abiuso, cosa avete scoperto?
“In questi ultimi mesi la situazione del sottogoverno in Umbria è notevolmente peggiorata. Con la scusa di abolire le Comunità montane, la Regione Umbria ha istituito l’azienda forestale regionale. Questa azienda svolge gli stessi compiti delle Comunità montane. Il risultato è che le Comunità montane non sono state abolite e l’azienda forestale regionale è rimasta in vita. Si sono duplicati gli enti. Lo stesso discorso deve essere fatto per la storia dell’abolizione delle provincie. In vista dell’abolizione delle provincie erano stati istituiti gli Ambiti Territoriali Integrati (ATI) per aggirare la legge. Adesso ci ritroviamo con una duplicazione di enti: le provincie rimaste in vita e gli ATI. Il Parlamento si era impegnato ad accorpare le provincie, ma non è stato fatto niente. Il governo Monti aveva fatto un decreto che poi è rimasto inattuato”.
Come gestisce le sue ricchezze la Regione?
“Male. Gli ATI utilizzano il personale dei comuni oppure assumono nuovi dipendenti. Il problema non sono i nuovi assunti, ma il sottogoverno. In Umbria esistono circa 40mila consiglieri comunali, regionali e di comunità montane su una popolazione di 800mila abitanti”.
Quali sono le società controllate della Regione che portano via importanti risorse?
“Ci sono alcune aziende regionali e comunanli che ormai sono sull’orlo della bancarotta, come ad esempio Umbria Mobilità che è partecipazione regionale, provinciale e comunale. Tutti i giornali locali ne parlano da mesi. Hanno cominciato a non pagare le tredicesime e quattordicesime. Non ci sono licenziamenti in corso. I nuovi assunti sono molto preoccupati. Il problema è che molte aziende pubbliche non vogliono ammettere la realtà e continuano a fare debiti”.
Quali altre aziende si trovano sull’orla del fallimento?
“La GEA o GESENO, la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti di Perugia, che è diventata un’azienda che si occupa dei rifiuti in tutta l’Umbria, tranne Orvieto. Anche questa è sull’orlo del collasso”.
Il gruppo dirigente della Regione, dove si è verificato un fatto di sangue grave, ha dimostrato di essere sensibile alla crisi?
“A parole hanno fatto delle promesse, ma in pratica non hanno fatto nulla. Si sono abbassati lo stipendio del 5 per cento e hanno tolto la pensione ai consiglieri delle prossima legislatura. Ma la loro pensione se la sono tenuta stretta”.

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