sabato 4 maggio 2013

Date quelle commissioni all'opposizione

Intervista a Paolo Martini
Voce Repubblicana, 4 maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Le Commissioni di garanzia devono essere assegnate alle opposizioni. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il direttore di “Radio Radicale” Paolo Martini.
Paolo Martini, il nuovo governo è destinato a durare? Qual è la sua impressione dopo il completamento della squadra di governo? Molti osservatori hanno segnalato che in alcuni ministeri sono finiti esponenti politici agli antipodi.
“Questo potrebbe essere un problema, ma è anche una situazione che nasce dal fatto che questo governo nasce con queste premesse. In un governo di larghe intese si devono tenere insieme esigenze diverse. Quello che si può notare è che la decisione di far entrare nel governo un esponente politico come Stefano Fassina, che aveva manifestato alcune criticità nei confronti del governo, è un modo per far assumere a lui la decisione su alcune scelte delicate. Pare che Stefano Fassina abbia la delega sulle questioni fiscali. Questo potrebbe essere un elemento che serve al Pd più che al governo. E serve a far rientrare anche potenziali conflitti. Mi sembra significativo che non c'è un rientro del sottosegretario responsabile ai Servizi come lo era De Gennaro nel Governo Monti. Non si comprende se il Presidente del Consiglio Letta avrà questa delega o questa toccherà in un secondo momento a De Gennaro. Questo non è chiaro”.
Sul ministero della Giustizia come ha trovato le nomine dei sottosegretari?
“Qui è significativo che i sottosegretari nominati non siano espressione diretta di forze politiche di maggioranza o di minoranza. E che non esprimono posizioni opposte. C'è un magistrato come Cosimo Ferri che non è espressione di una linea politica oltranzista di destra o di sinistra”.
Come farà il Pd a sostenere un governo senza una guida politica certa?
“Questo è un problema. Probabilmente si risolverà con la guida politica del partito affidata al vicesegretario Enrico Letta, anche se quest'ultimo è dimissionario come Bersani. Alla prossima assemblea dell'11 maggio, il Pd uscirà con un reggente e con una soluzione transitoria che accompagnerà il partito al congresso di luglio. Il governo comunque agisce al di fuori delle logiche del partito di maggioranza relativa”.
Quale sarà la posizione del governo sull'Imu e sull'Europa?
“Sull'Imu, al di la delle schermaglie dialettiche, ci sarà una cancellazione dell'Imu per il futuro. La tassa per la casa probabilmente non sarà pagata come l'anno scorso. E' più difficile la restituzione dell'Imu. Non credo che nel breve periodo questo governo possa ottenere concessioni sui conti pubblici dall'Ue. Per questo sarà necessario attendere le prossime elezioni politiche tedesche”.
A chi vanno le commissioni di garanzia?
“Alle opposizioni. Al M5S innanzitutto. Ma il discorso deve essere aperto anche a FDI, alla Lega e a SEL”.

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