martedì 14 maggio 2013

Ecco cosa non hanno fatto gli scienziati

Intervista ad Antonello Ciccozzi
Voce Repubblicana, 14 maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Gli scienziati non hanno svolto il loro compito alla vigilia del terremoto del 2009. Lo ha detto alla “Voce” Antonello Ciccozzi, autore di “Parola di Scienza. Il terremoto dell’Aquila e la Commissione Grandi Rischi” (Derive Approdi).
Antonelli Ciccozzi, Cosa ci insegna la vicenda del terremoto del 6 aprile 2009?
“La vicenda aquilana mostra una situazione in cui un apparato scientifico, attraverso la pretesa di porsi come produttore di modelli di conoscenza oggettiva, degenera in uno schema di produzione di apparenze, di costrutti ideologici dove il senso delle descrizioni non deriva più dalle circostanze concrete; dove si passa da un proposito di produrre modelli che descrivano la realtà (ottenuti a posteriori a partire dall’osservazione e dal calcolo) alla finalità di imporre modelli che producono la realtà (ottenuti aprioristicamente a partire da un obiettivo di controllo). Così si rivela la presenza di una catena di comando che, per calarsi dalla politica fino alla popolazione, ha bisogno di passare per la scienza al fine di accreditarsi”.
Perché i magistrati, prima di istruire il processo si sono rivolti a lei prima di condannare la Commissione Grandi rischi?
“I Pm Fabio Picuti e Roberta D'Avolio si sono rivolti a me perché sono arrivati alla conclusione che, per comprendere questa vicenda, era necessario definire come la diagnosi fornita dagli esperti avesse interagito con la cultura antropologica del luogo. E alla fine anche il giudice ha accolto quest'interpretazione. Nessuno si aspettava la condanna, che poi c'è stata nei confronti della Commissione Grandi rischi”.
Perché questa sentenza ha provocato tanto scandalo e un'alzata di scudi da parte della comunità scientifica?
“Alcuni opinionisti, dopo aver attaccato la sentenza di condanna nei confronti della Commissione Grandi rischi, sono spariti dalla circolazione non appena le motivazioni della sentenza sono state pubblicate. Tuttavia in molti ambiti della comunità scientifica permane questa 'resistenza' ad abbandonare una narrazione fraudolenta degli eventi: molti seguitano a dire che la Commissione è stata condannata per non aver previsto il terremoto, che poi vuol dire rappresentare socialmente il processo partendo da una falsa premessa”.
Non pensa di essersi accanito troppo contro la Commissione Grandi rischi rispetto a quelle che erano le responsabilità della Protezione civile?
“I membri di quella Commissione facevano parte di un'istituzione a cui è stato conferito il titolo di massime autorità in materia di rischio sismico. A partire dal decreto di istituzione della commissione stessa che diluisce la specificità dei singoli membri all'interno di una competenza comune, presunta o reale che sia. E in base a quella competenza hanno agito e di quelle azioni sono responsabili”.

Nessun commento: