sabato 18 maggio 2013

Grazie Pia

Intervista a Maria Antonietta Farina Coscioni
Voce Repubblicana, 18 maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo

La Commissione Affari Sociali della Camera ha accolto le nostre proposte contro l’articolo 2 del decreto Balduzzi (24/2013) sul cosiddetto Metodo Stamina che violavano le norme europee. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex parlamentare radicale Maria Antonietta Farina Coscioni.
Maria Antonietta Farina Coscioni, che valutazioni possiamo fare sul decreto Balduzzi e sul discusso metodo Stamina?
“Su questo provvedimento abbiamo sviluppato alcuni approfondimenti. Proprio su questi approfondimenti ho presentato una mozione e una petizione alla Presidente della Camera dei deputati e a quello della Commissione Affari sociali per chiedere una modifica all’articolo 2 del decreto Balduzzi. Questa modifica è stata accolta dalla Commissione Affari sociali. Ed è stata accolta anche la mia richiesta di ascoltare, tra gli esperti in materia di ricerca biomedica, il prof. Pier Giorgio Strata che è stato anche Presidente dell’Associazione Luca Coscioni”.
Lo spirito di collaborazione c’è?
“C’è uno spirito di collaborazione concreto, rispetto al cosiddetto metodo Stamina che ha interessato in maniera prepotente i media televisivi. Il provvedimento è stato modificato alla Camera e dovrà nuovamente essere esaminato e votato dal Senato. Questo spirito di confronto e di collaborazione apre però degli interrogativi. Le modifiche e la possibilità di svolgere questa sperimentazione clinica coordinata con il ministero della Salute e che si avvale dell’agenzia del farmaco e del centro nazionale trapianti verrà condotta ‘anche in deroga alla normativa vigente’. Questo aspetto della deroga ci lascia molto dubbiosi. Gli interrogativi su questo metodo non sono sciolti. Ma ci troviamo di fronte ad un passo avanti”.
Quali sono gli altri interrogativi che ponete?
“In questo decreto ci sono altri aspetti positivi, come la costituzione di un osservatorio sulle terapie avanzate nel campo delle cellule staminali mesenchimali, la cui partecipazione delle associazioni che si occupano di questi temi è a titolo gratuito. Questi sono i due aspetti nuovi del provvedimento. Auspico che quello che è accaduto in Commissione Affari sociali alla Camera si ripeta anche al Senato. In Commissione Affari sociali abbiamo trovato l’onorevole Pia Locatelli (Psi) che ha proposto l’emendamento che ha soppresso l’articolo 2. Questo decreto non lasciava dei vuoti normativi. Esiste una legislazione europea molto chiara su questo tema. La Commissione delle politiche dell’Ue ha detto che l’aula dovrà modificare l’articolato tenendo conto della normativa europea su questo argomento. Il tema è importantissimo. E la ricerca biomedica tocca la nostra società di fronte a materie degenerative come la schlerosi laterale amiotrofica. Ecco perché nel nostro paese la ricerca deve essere libera”.

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