mercoledì 15 maggio 2013

I socialisti riconosciuti dal Pd

Intervista ad Antonio Funiciello
Voce Repubblicana,  
di Lanfranco Palazzolo

Con l’elezione di Epifani il Pd riconosce l’importanza della cultura socialista. Lo ha detto alla “Voce” il saggista Antonio Funiciello, direttore dell’associazione di cultura politica LIBERTÀeguale e di “QdRmagazine”. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Scrive su “Europa” e “Il Foglio”..
Antonio Funiciello, l’assemblea del Pd si è conclusa con l’elezione di Guglielmo Epifani come reggente del partito. Come valuta questa scelta del gruppo dirigente?
“E’ stata la scelta migliore. E’ evidente che è stato un bene ricorrere all’esperienza di Guglielmo Epifani. Questa scelta equivale ad ammettere un momento di difficoltà che il Partito democratico sta vivendo. Il fatto stesso che Epifani non sia un dirigente politico, ma un sindacalista che ha diretto la prima organizzazione di tutela dei lavoratori, è un elemento molto positivo. Questa scelta è l’ammissione di un grosso limite: ci si affida ad un uomo che non è un politico di lungo corso, appena entrato in Parlamento. Epifani non è un dirigente politico. L’altro elemento importante di questa elezione è la provenienza socialista di Epifani. Questa cultura è stata molto sottovalutata dal Partito democratico e non ha avuto cittadinanza in questo partito. Sembrava che il Pd fosse allergico alla cultura socialista”.
E’ stato opportuno eleggere Guglielmo Epifani, che è pur sempre stato l’uomo simbolo della guerra del sindacato al berlusconismo? L’ex leader della Cgil è stato un grosso nemico di Berlusconi. E oggi è stato chiamato a guidare un partito alleato del Pdl.
“Io tenderei a disgiungere le due cose. Quando Epifani era il leader della Cgil faceva un altro mestiere. Il leader di quel sindacato era chiamato a tutelare i suoi iscritti e il mondo del lavoro. Il suo mestiere era quello. Adesso il suo ruolo è cambiato. Epifani è impegnato a fare il segretario del Partito democratico. Questa è una cosa diversa. E Guglielmo Epifani ha perfetta cognizione di questa situazione. E quindi cambiano anche i comportamenti. Secondo me questa è una scelta intelligente. Il Pd patisce questo governo con il suo elettorato di sinistra. L’elettorato moderato è in minoranza nel Pd. Dare la responsabilità del partito ad un uomo di sinistra è stata la scelta giusta”.
Epifani potrebbe avere il potere e la forza per chiudere l’esperienza di questo governo, anche se è un reggente, prima del prossimo congresso del Partito democratico oppure questa condizione è esclusa dal patto di reggenza?
“Noi abbiamo eletto un segretario che è nel pieno dei suoi poteri. L’assemblea elegge un segretario che ha gli stessi poteri di quello che c’era prima. Epifani può svolgere l’azione che crede, ma ha ribadito il suo sostegno al governo guidato da Enrico Letta, che mette in gioco molti esponenti del Pd”.

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