giovedì 30 maggio 2013

La terza guerra mondiale di De Paolis contro la Germania

Intervista a Marco De Paolis
Voce Repubblicana, 30 maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo

In oltre dieci anni di lavoro per individuare i criminali nazisti della Seconda guerra mondiale abbiamo condannato numerosi responsabili di stragi, ma la Germania non ci ha permesso di eseguire le sentenze. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il procuratore di militare della Repubblica di Roma Marco De Paolis.
Marco De Paolis, lei ha svolto un importante lavoro finalizzato alla ricerca dei criminali nazisti che hanno compiuto stragi gravissime nel nostro paese.
“La mia esperienza è iniziata più di dieci anni fa – nel 2002 - nella Procura della Repubblica militare di La Spezia. Dal 2003 fino al 2008 vengono istruiti 12 dibattimenti e oltre 450 indagini per crimini di guerra nella seconda guerra mondiale. Da quel periodo abbiamo prodotto ben 18 processi, dibattimenti, ci sono state 80 imputati rinviati a giudizio e oltre 55 ergastoli comminati dal 2003 ad oggi. Questo impegno rappresenta lo sforzo più significativo della giustizia militare sui crimini della Seconda guerra mondiale. Anche nel dopoguerra ci sono stati alcuni processi che si sono limitati ad alcuni casi come quello del generale nazista Herbert Kappler”.
I vostri processi sono stati seguiti con grande attenzione in Italia?
“C'è stata una grande attenzione mediatica soprattutto in quei paesi dove abbiamo rintracciato i criminali di guerra. Si tratta soprattutto della Germania, dell'Austria e di altri paesi europei. Anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna questi processi sono stati seguiti con attenzione. Per quanto riguarda l'opinione pubblica italiana abbiamo avuto un grosso interesse locale in Regioni come la Liguria e la Toscana. Questi processi non hanno avuto un grande risalto a livelli nazionale”.
Adesso di quale processo si sta occupando?
“Della strage di Cefalonia. E devo dire che sono stati in pochi ad accorgersi di questo dibattimento”.
La collaborazione della Germania nelle rogatorie internazionali e quella degli organismi internazionali che si occupano di questi processi quale è stata?
“Devo dire che la Germania ha fornito una collaborazione molto significativa. Questa collaborazione è eccellente. Se abbiamo fatto quello che abbiamo fatto questo è dipeso dalla collaborazione delle procure tedesche. Il problema riguarda l'esecuzione delle pene e la prescrizione di questi crimini. La Procura generale di Stoccarda ha ribadito l'archiviazione per gli imputati della strage di Sant'Anna di Marzabotto. Noi invece abbiamo condannato gli imputati all'ergastolo. I nostri ergastoli non sono stati eseguiti in Germania. In questo caso la mancata collaborazione non ci ha permesso di eseguire le sentenze. C'è stato qualche problema anche per il contenuto politico di questi reati. Le valutazioni su questi crimini sono molto diverse da parte della Germania”.

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