mercoledì 1 maggio 2013

Questo è il mio contratto con i romani

Intervista ad Alfio Marchini
Voce Repubblicana, 1° maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il programma è quello di fare un contratto per il buon governo della Capitale. Alla fine del mio mandato saranno i romani a decidere cosa fare. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il candidato sindaco al Comune di Roma Alfio Marchini.
Alfio Marchini, lei è un imprenditore che viene da una famiglia vicina alla sinistra. Perché ha deciso di candidarsi alla guida del Comune di Roma sfidando Gianni Alemanno?
“La mia scelta è stata dettata dal grande amore che ho nei confronti di questa città. Credo che i grandi partiti abbiano fallito nella gestione di questa città. Negli ultimi anni il centrodestra non è stato in grado di dare risposte ai problemi della città. Non esistono risposte di destra o di sinistra. Esiste la capacità di riuscire ad affrontare con concretezza i mali e le difficoltà di questa città. Io stesso ho partecipato ad un confronto con Gianni Alemanno e Ignazio Marino. La mia impressione è che i due candidati hanno dato uno spettacolo pessimo, un teatrino da vecchia repubblica che certo i romani non meritano”.
Qual è stato il suo rapporto con la città e i municipi della Capitale?
“Ho un grande rispetto per questa città. Non è un caso che nella mia lista ho scelto candidati che rappresentano bene i municipi e le realtà che vivono quotidianamente. Roma merita una risposta ai problemi che la attanagliano partendo proprio da queste realtà. Le infrastrutture della Capitale devono passare proprio per le periferie. I trasporti e le strutture di Roma devono aiutare la città a mettersi in connessione. Ecco perché sono convinto che sia necessario dare una svolta all’organizzazione di questa città ripartendo dal fallimento dei grandi partiti politici. Questa è la mia scommessa”.
I suoi avversari hanno cercato il dialogo e il confronto con le sue proposte?
“I miei avversari temono il confronto sui programmi. Questo è un problema che sto incontrando in questa campagna elettorale. Il sindaco uscente e il candidato del centrosinistra non hanno alcun interesse a fare altri confronti”.
Cosa ha promesso agli elettori romani?
“Io non voglio promettere nulla. Ho un programma da realizzare. Una sorta di contratto con i romani che, alla fine di un mio eventuale mandato al Campidoglio, potranno decidere se ho svolto il mio lavoro bene. Fare promesse in un momento come questo è illusorio. E’ meglio dire ai romani che è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di lavorare per Roma Capitale. Questa è la mia missione. Qualche giorno fa ho sentito due elettori romani che parlavano della mia candidatura dicendo che con Marchini sindaco i romani avrebbero dovuto lavorare per ridare alla città quel benessere che manca da troppo tempo. Quel timore mi ha inorgoglito. Significa che il messaggio della mia candidatura è passato”.

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