giovedì 9 maggio 2013

Questo è "Il prezzo della democrazia"

Intervista a Giorgio Galli
Voce Repubblicana, 9 maggio 2013
di Lanfranco Palazzolo 

Giulio Andreotti ha fatto parte di quella classe politica che ha guidato lo sviluppo economico e sociale del nostro paese come mai era avvenuto prima. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il prof. Giorgio Galli, autore de “Il prezzo della democrazia. La carriera politica di Giulio Andreotti” (Kaos Edizione), libro che ripercorre tutte le tappe della vita politica del senatore a vita scomparso questa settimana a 93 anni.
Giorgio Galli, il suo libro è stato pubblicato del 2002 e uscì all'indomani di una sentenza di condanna contro il senatore a vita (poi assolto) per l'assassinio di Mino Pecorelli.
“E' un caso che il libro venne pubblicato in quel periodo. Ci sono voluti anni per scrivere questo libro e ripercorrere minuziosamente le tappe di questa lunga carriera. Nelle ultime bozze del del libro ho anche citato quella sentenza di condanna. Il libro non era impostato per indagare sulla colpevolezza o meno di Andreotti in alcune vicende politiche italiane. Il compito del libro non era certo questo. Lo studio e il saggio su Andreotti sono stati uno studio, una ricerca sociologica sul potere andreottiano in Italia. Il compito del libro era questo. Una sentenza di condanna o di assoluzione non pesano affatto nelle valutazioni politologiche che vengono fatte nel volume”.
La carriera politica di Andreotti è stata identificata con la storia della Prima Repubblica. Il senatore a vita non è mai stato Presidente della Repubblica e non è mai stato segretario della Democrazia cristiana. In che quadro politico si è formato Andreotti?
Andreotti si è formato nell'ambito della FUCI, dove si è formato anche Aldo Moro. Il futuro cardinale e Papa Giovanni Montini seguiva le vicende della FUCI e aveva molta stima di Andreotti. Era un ambiente molto lontano rispetto a quello dei littoriali del fascismo. Giovanni Montini era convinto che dalla FUCI si sarebbe formata una nuova classe politica in vista della fine del fascismo”.
Alcide De Gasperi comprese fino in fondo l'abilità politica di Andreotti?
Le capì immediatamente e lo nominò sottosegretario alla Presidenza del Consiglio già nel 1947 e se avvalse attraverso ruoli importanti, quando si trattò di prendere contatti coi futuri primi presidenti della Repubblica. De Gasperi conobbe e apprezzò questa capacità. Devo dire che 'il prezzo della democrazia' è il prezzo che Andreotti ha dovuto pagare in un paese nel quale il crimine organizzato e la mafia erano fortemente presenti. Ma dall'altro canto ha al suo attivo il merito di appartenere ad una classe politica che ha al suo attivo di appartenere a una classe politica che ha guidato uno dei periodi di maggiore sviluppo e di miglioramento della condizione economica e sociale del nostro paese per quanto riguarda la conquista dei diritti civili e politici”.

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