martedì 7 maggio 2013

Un Papa contro la democrazia

Intervista a Lorenzo Ruggiero
Voce Repubblicana, 7 maggio 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Questo Papa è stato molto più duro nei confronti della democrazia argentina di quanto non lo sia stato nei confronti della dittatura argentina. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Lorenzo Ruggiero della Kaos Edizioni, casa editrice che ha pubblicato “I peccati del Papa Argentino. Sangue e sesso a Buenos Aires: i silenzi di Jorge Mario Bergoglio”, scritto dai Discepoli di verità.
Lorenzo Ruggiero, come è nata l'idea di fare un libro contro José Maria Bergoglio? Questo Papa ha riscosso, nelle prime settimane dal suo insediamento, commenti favorevoli. Qualcuno ha detto che il merito di questo Papa è stato quello di riempire le Chiese di fedeli. Un miracolo. Cosa c'è dietro questo “miracolo”?
“Intorno a questo Papa c'è una sorta di unanimismo mediatico. Come non è accaduto mai in passato, c'è stato un grande appezzamento nei confronti di Papa Francesco. Questo apprezzamento è giunto anche dal mondo laico, che dovrebbe analizzare questo Papa con maggiore obiettività. E' mancato lo spirito critico. All'indomani dell'elezione di questo Papa, tutti si sono affrettati a definire questo Papa come il più caro amico di famiglia, come il curato della propria parrocchia. In realtà, questo atteggiamento positivo è dato più da una valutazione acritica e da una scarsa conoscenza delle vicende della Chiesa argentina”.
Come sopravvive la Chiesa dei due Papi?
“Questo è uno degli aspetti interessanti di questo pontificato. Le stesse forze che hanno eletto Papa Bergoglio sono le stesse che si sono sempre dichiarate avverse alla possibilità delle dimissioni di un pontefice e che non tollerano l'esistenza di due Papi considerandolo un fatto sacrilego. Per loro è intollerabile che nella Chiesa convivano due figure del genere. La Chiesa – secondo questa corrente – non è una SPA che può permettersi un Presidente e un Amministratore Delegato. Le immagini di due Papi vestiti di bianco fa sussultare molti esponenti della Chiesa cattolica. Anche gli elettori di Papa Bergoglio”.
Come avete trattato il tema dei rapporti tra Bergoglio e la dittatura del regime fascista argentino?
“Vorrei ricordare che questo Papa aveva un incarico non irrilevante nel periodo della dittatura argentina e operava in quella società. In quel periodo, la struttura dei gesuiti è stata complice, con il suo silenzio, alla dittatura argentina”.
Nel vostro libro avete messo in evidenza che José Bergoglio è stato silente con la dittatura e molto polemico nei confronti della democrazia argentina?
“Gli autori spiegano l'atteggiamento dell'attuale pontefice è stato diverso di fronte a fatti come la dittatura argentina e la guerra delle Falkland. Nei confronti di questi fatti Bergoglio non ha detto nulla, mentre è stato molto polemico nei confronti della democrazia di quel paese”.

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