sabato 25 maggio 2013

Una rivoluzione con tante sorprese

Intervista a Bobo Craxi
Voce Repubblicana, 25 maggio 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Le rivoluzioni arabe stanno sprigionando una nuova forma di estremismo islamista, ma anche molte istanze laiche e liberali che vogliono andare oltre le conquiste occidentali. Lo ha detto alla “Voce” l’ex sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi.
Bobo Craxi, cosa pensa della situazione che si è venuta a creare in questi ultimi mesi in Tunisia, paese che rischia di finire nelle mani delle frange più estremiste dell’islamismo?
“Quello che è accaduto lo scorso fine settimana in Tunisia esemplifica la spaccatura in corso nella società tunisina. E’ stato impedito un congresso dei salafisti a Keiruan. Questo impedimento ha portato ad una serie di scontri in alcune città. E questi scontri hanno portato alla morte di un manifestante. Inoltre, c’è stato anche il caso di Amina, l’attivista di ‘Femen’ che protestava contro l’oltranzismo dei salafisti più oltranzisti. Questi fatti dimostrano che la società tunisina che, era vissuta sotto una cappa conservatrice, ha di fatto sprigionato le parti più estreme della sua società al termine del regime di Ben Alì. Oggi è in campo un’Assemblea costituente e un governo provvisorio che si muove con grande ambiguità in uno stato di precarietà”.
In questo periodo stanno affluendo molte armi in Tunisia? Da dove arrivano?
“Arrivano dal Mali e dalla Libia. Come qualcuno saprà, in Mali c’è stata una rivolta degli estremisti collegati ad al-Qaeda. E’ una situazione di non ritrovato equilibrio. Questo è anche il prodotto delle ‘rivoluzioni arabe’”.
Ritiene che l’assassinio di un militante antislamista come Chaki Belaid, che è stato considerato il militante simbolo delle istanze laiche, abbia fermato questa rivoluzione?
“La Rivoluzione ha già cambiato qualcosa: ha sprigionato una rivoluzione liberale e laica che vuole andare oltre le legislazioni vigenti dei paesi occidentali come il nostro, dove non mi sembra ci sia una grande apertura verso i temi dei diritti civili delle coppie omosessuali e sulla ricerca scientifica”.
Come si sta comportando il partito Ennehdha di fronte a tutti questi movimenti?
“Finora questo partito non ha fatto valere la sua natura moderata. Quella che – per intenderci - era prevalsa in Turchia. Le altre forze sono indebolite per il fatto di essere state alleate al vecchio regime di Ben Alì, che aveva garantito uno sviluppo della società laica e musulmana. Ma quel sistema era sfociato in un sistema di corruttela. Oggi assistiamo al sopravvento delle forze estremiste islamiste”.
Però le forze laiche hanno impedito di togliere dalla Costituzione la parità tra uomo e donna.
“Io penso che in futuro ci sarà una più forte unità delle forze di segno laico che vedono nello Stato laico l’unicità dello Stato tunisino. Io sono convinto che su questo terreno la Rivoluzione tunisina non ha ancora fatto chiarezza”.

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