martedì 21 maggio 2013

Vasco Errani non ha fatto nulla per il terremoto

Voce Repubblicana, 21 maggio 2013
Intervista a Carlo Giovanardi
di Lanfranco Palazzolo

La situazione del basso modenese ad un anno dal terremoto è drammatica. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Carlo Giovanardi.
Senatore Giovanardi, in questi giorni è caduto il primo anniversario del terremoto nel modenese. Un evento luttuoso che ha colpito il cuore produttivo del nostro paese. Che cosa è stato fatto in questo anno e cosa ha fatto il commissario straordinario Vasco Errani?
“Io ho detto in Parlamento – e lo ripeto qua – : 'Trattateci come L'Aquila. Trattateci come L'Aquila'. Sarebbe bastato che i modenesi avessero avuto lo stesso trattamento riservato dal Governo Berlusconi alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto del 2009. Purtroppo non è stato così”.
Qual è oggi la situazione nel modenese?
“E' una situazione drammatica. L'ideologia di Vasco Errani è stata sbagliata. Il Presidente della Regione Emilia Romagna ha subito dichiarato alla stampa: 'noi non forniremo case definitive ai terremotati'. Mentre, ad appena 11 mesi dal terremoto sono state consegnate 11mila case alle popolazioni terremotate per 13 mila persone. Errani ha contestato questo approccio dicendo che il problema sarebbe stato risolto in altri termini e mettendo gli sfollati in affitto. Il risultato è stato disastroso. In pieno inverno, la Regione è stata costretta a montare delle baracche all'interno delle quali sono stati ospitati i terremotati. E nessuno è in grado di dire quanto tempo queste persone resteranno a L'Aquila”.
Come si è regolato il governo Monti sul pagamento delle tasse per le zone colpite dal terremoto?
“Lei ricorderà che in Abruzzo è stato sospeso il pagamento delle tasse per le zone colpite dal terremoto. Invece, il prossimo giugno, i terremotati dell'Emilia dovranno pagare tutto, compresi gli arretrati. Inoltre, c'è stata una grande mobilitazione da parte delle imprese e delle famiglie, ma i contributi pubblici non si sono ancora visti. Su 32mila domante di contributi pubblici per la ricostruzione ne sono arrivate circa 2mila. E i contributi per le imprese si contano sulle dita di una mano”.
Perché questi ritardi?
“Tutto ciò è dovuto ad una sorta di bizantinismo. Sono state fatte diverse ordinanze per questi contributi. Ma tutte queste ordinanze sono molto complesse. Ancora oggi, imprese e famiglie non sanno ancora quanto potranno ottenere dal pubblico per la ricostruzione. Questi sono elementi che hanno giocato a sfavore delle popolazioni dell'Emilia”.
I rapporti tra questa zona e le istituzioni sono pessime?
“Sapendo che il governo Berlusconi si è svenato e che i fischi sono arrivati lo stesso, non sopravvaluterei le espressioni di disagio. Posso solo dire che è successa una cosa singolare: mentre L'Aquila è rimasta al centro del dibattito, mentre si è dato l'impressione che qui, nel modenese, è stato tutto risolto”.

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