giovedì 6 giugno 2013

Cosa ci fanno con quella banca?

Intervista a Maurizio Turco
Voce Repubblicana, 6 giugno 2013
di Lanfranco Palazzolo

Non è necessario che il Vaticano disponga di una banca come lo IOR. Lo ha detto alla “Voce” l'ex deputato radicale Maurizio Turco, autore, insieme a Carlo Pontesilli e Gabriele Di Battista, di “Paradiso IOR. La banca vaticana tra criminalità finanziaria, politica e riciclaggio di denaro. Dalle origini al crack Monte dei Paschi” (Castelvecchi).
Maurizio Turco, nel vostro libro avete pubblicato un atto di accusa durissimo contro l'Istituto Opere Religiose. Cosa continua a non funzionare tra questa banca e le autorità europee?
Lo IOR continua a tenere nascoste tante cose e le autorità monetarie dell'Unione europea continuano a non voler vedere la mancata applicazione delle norme da parte di questa banca. Il Vaticano resta una monarchia assoluta. Gli organi indipendenti di controllo che dovrebbero seguire le azioni di questa banca non sono affatto indipendenti. Nessuno riesce a comprendere le ragioni per cui il Vaticano debba disporre di un simile organismo e non possa servirsi delle banche presenti sul territorio dell'Unione europea. Più che un atto d'accusa, nel nostro libro abbiamo sentito la necessità di mettere in fila tutti quei singoli episodi di criminalità politica, economica e finanziaria che danno un affresco completo di quello che è stato lo IOR in tutti questi anni”.
Che fare di questo Istituto?
Il dilemma di oggi è proprio se cambiare o riformare questo istituto. Il problema resta sempre il solito: a cosa serve, per una confessione religiosa, avere una banca istituzionale e di quel tipo?”.
Con l'arrivo di Papa Francesco si sono levate tante voci sulla fine di questa banca.
Questa intenzione non è ancora chiara. Posso solo dire e ricordare che fu Papa Giovanni Paolo I a mettere in discussione l'esistenza di questa banca, al bubbone dello IOR che ha prodotto solo metastasi. Il tentativo di democratizzare questa banca e di riportare questa banca nell'alveo dei controlli internazionali non ha senso. Questa banca cercherà in ogni modo di aggirare il sistema di controllo europeo stipulando convenzioni con altre banche. Avere una banca propria serve a nascondere operazioni inconfessabili e non serve a dare finanziamenti ai propri fedeli in difficoltà. Mi riferisco alla vicenda di Solidarnosc. In passato i denari per lo IOR arrivavano dalla mafia. E quando la mafia li ha voluti indietro non li ha riavuti. La conseguenza di questa situazione è stata che l'ex presidente del Banco Ambrosiano Calvi è stato trovato impiccato a Londra”.
Alla Procura di Roma se la stanno prendendo comoda sulle indagini relative allo IOR?
Sono indagini molto difficili. Avrebbero dovuto accorgersene prima della disparità di trattamento che gode questa banca. E' dal 2002 che, da deputato europeo, avevo sollevato la questione. Ma nessuno mi ha ascoltato”.

Nessun commento: