sabato 15 giugno 2013

Il Parlamento avrebbe potuto evitare una figuraccia



Voce Repubblicana, 15 giugno 2013
Intervista a Simone  Baldelli
di Lanfranco Palazzolo

Se la Conferenza dei capigruppo mi avesse ascoltato il Parlamento avrebbe evitato una figuraccia sul Capitano La Rosa. Lo ha detto alla “Voce” Simone Baldelli, deputato del Pdl.
Simone Baldelli, in questi giorni ci sono state numerose polemiche per l’assenza dei deputati nel giorno della commemorazione in aula del Capitano La Rosa, ucciso in Afghanistan.
“Martedì scorso, quando si è tenuta la Conferenza dei capigruppo, nel corso della quale abbiamo deciso il calendario della settimana, ero stato l’unico ad aver chiesto di svolgere l’informativa del ministro della Difesa Mario Mauro nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa già fissata alle ore 14 di mercoledì, alla presenza del ministro degli Esteri Emma Bonino. Ci sono stati alcuni gruppi parlamentari che si sono opposti a questa decisione. Questi stessi gruppi hanno chiesto che questa informativa si svolgesse in aula. Avevo messo in guardia tutti rispetto al rischio di una scarsa presenza dei deputati in aula perché non erano previste votazioni ed erano convocate molte Commissioni. Se l’insistenza di questi gruppi fosse stata paragonabile alla presenza dei loro deputati il Parlamento avrebbe evitato una brutta figura”.
Il lavori d’aula sono spesso interrotti dalle denunce dei deputati del M5S sui cosiddetti “pianisti”.
“Le denunce del M5S sono infondate. I casi del senatore Malan al Senato e quelli che si sono verificati alla Camera mercoledì sono sotto gli occhi di tutti. I parlamentari del M5S – non si sa imbeccati da chi – si scagliano contro questa brutta pratica denunciando in maniera astratta o più circoscritta – ma infondata – i doppi voti di alcuni parlamentari. Poi si viene a scoprire che i colleghi denunciati dal M5S come assenti erano in aula per votare. Questa polemica apre un dibattito mentre siamo impegnati ad affrontare questioni importanti come l’istituzione della Commissione Antimafia. In aula ho ricordato che è stato il centrodestra a voler introdurre il sistema delle minuzie alla Camera. Io stesso ho denunciato in passato questa pratica che oggi è scomparsa”.
In questi giorni i deputati del M5S hanno largamente utilizzato sconvenienti come “bombardiamo” e “olio di ricino”.
“Nel caso di ‘bombardiamo’ c’è stata una rettifica il giorno dopo. Il parlamentare aveva dichiarato che c’erano delle pressioni alle quali erano sottoposte le popolazioni della Val di Susa. Nel caso del termine ‘Olio di ricino’ non c’è stata alcuna rettifica in aula, ma un comunicato che non ha chiarito le perplessità sull’intervento dell’on. Castelli. Trovo che ci sia una certa superficialità per il modo in cui si utilizzano le parole. Ma le colpe di questi comportamenti sono del leader di questo Movimento che, non a caso, in passato ha evocato la ‘Marcia su Roma’”.

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