sabato 8 giugno 2013

Facciamo quelle riforme e mettiamo da parte il tornaconto elettorale

Voce Repubblicana, 8 giugno 2013
Intervista a Sabrina De Camillis
di Lanfranco Palazzolo

Il Governo Letta può essere l’occasione giusta per dare all’Italia quelle riforme di cui il paese ha bisogno. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Sabrina De Camillis, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per i Rapporti con il Parlamento.
Onorevole De Camillis, nella scorsa legislatura lei si è occupata di agricoltura e della sua circoscrizione di riferimento, il Molise, oggi è impegnata nel ruolo di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per i Rapporti con il Parlamento.
“Il ruolo che prevede la delega nei Rapporti con il Parlamento è molto delicato perché questo Governo è composto da forze politiche molto diverse. Bisogna avere molto senso di responsabilità e capacità di dialogo. Con queste capacità si devono fare quelle cose che, per tanti anni, gli elettori hanno chiesto alla politica e che tutte le forze politiche hanno dichiarato di voler fare. In questo riusciremo se manterremo alta l’attenzione per quello che serve al nostro paese. Dobbiamo spogliarci anche da un certo populismo e dall’immediato riscontro elettorale. Senza questa ossessione riusciremo a fare molto per il paese”.
In questi giorni è stato fatto qualcosa a favore della sua regione?
“In questi giorni il Parlamento sta discutendo un provvedimento importante per le emergenze ambientali. Il provvedimento è al Senato. In questo provvedimento ci sono delle proroghe per alcuni settori in emergenza. Il decreto si occupa anche del terremoto del 2002 in Molise, Regione dove molte persone non hanno ancora avuto l’opportunità di rientrare nelle proprie case. Si è deciso, con grande senso di responsabilità, per utilizzare i fondi per la costruzione delle case scomputandoli dal patto di stabilità. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 15 milioni di euro entro dicembre. Lo stesso problema riguarda anche l’Abruzzo. Dopo aver risolto questi problemi dobbiamo rimettere in sicurezza il territorio. Il problema è che in Italia è mancata una politica di attenta protezione e prevenzione del territorio. Così eviteremo danni per il futuro”.
Come sa meglio di me, i vincoli di spesa impongono di non attuare queste politiche. Lei contesta le politiche del patto di stabilità?
“Io non sono antieuropeista, ma non sono d’accordo con tutte le politiche dell’Ue. Non condivido che l’Ue sia nata per spingere i paesi più arretrati a politiche di sviluppo rapide che impongono grossi sacrifici. Il problema non deve essere quello di tagliare le spese, ma questo è diventato un pretesto per rendere più forti paesi che hanno livelli di sviluppo superiore. Il governo Letta sta lavorando per impostare un dialogo con pari dignità con gli altri paesi dell’Unione europea. Ecco perché dobbiamo evitare che l’Ue non sia l’Unione dei vincoli, ma delle opportunità”.

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