venerdì 28 giugno 2013

Non basta una sentenza definitiva per eliminare Silvio

Intervista a Maurizio Belpietro
Voce Repubblicana, 28 giugno 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Anche una sentenza definitiva di colpevolezza sul caso Ruby non sancirebbe l'uscita dalla scena politica di Silvio Berlusconi. Lo ha detto alla “Voce” il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro.
Direttore Belpietro, cosa cambia la sentenza del processo Ruby nei confronti del Popolo delle libertà. Quali valutazioni possono essere fatte all'indomani di questo pronunciamento e quali saranno gli effetti politici sul Pdl?
“Non credo che questa sentenza segni l'uscita dalla scena politica di Silvio Berlusconi. Credo che il leader del Pdl non uscirà di scena nemmeno con una condanna definitiva. Quand'anche fosse dichiarato definitivamente colpevole e ineleggibile, Berlusconi resterebbe sulla scena politica del nostro paese. Certo, è un'anomalia tutta italiana quella che vede un leader politico che ormai da vent'anni è inseguito nelle aule dei tribunali. Contro di lui si sono scatenate tutte le accuse possibili come quella di prostituzione e di concussione. In nessun altro paese verrebbero appioppati sei anni di carcere ad un leader politico. Credo che tutta questa vicenda giudiziaria non riuscirà a liquidare Silvio Berlusconi”.
Cosa deve fare il centrodestra?
“E' chiaro che deve riorganizzarsi. Ho visto che qualcuno ha fatto il nome di Marina Berlusconi, mentre qualcun altro ha fatto il nome della Santanché. Io ho la sensazione che nessuna di queste due persone sia quella giusta. Marina Berlusconi non ha intenzione di candidarsi, mentre la Santanchè sarebbe un personaggio che dividerebbe il centrodestra invece di unirlo. Serve qualcun altro per prendere l'eredità del Governo Berlusconi”.
Crede che il Pdl debba ancora dare fiducia al Governo Letta che – secondo molti - viene considerato come il governo dei rinvii e che non ha ancora affrontato e risolto i problemi del Paese?
“Io penso che il Governo Letta sia l'esecutivo del voglio ma non posso. Non so se sia utile sganciarsi dal governo. Cosa succederà dopo la fine del Governo Letta? Se non si va a votare non ha senso chiudere questa esperienza. Altrimenti il rischio è quello di accelerare l'accordo tra il Pd e il Movimento 5 Stelle e anche con Scelta civica, che forse si dividerebbe. Il rischio è che si potrebbe accelerare la costituzione di un governo di centrosinistra. Forse non sarebbe la scelta migliore”.
C'è un legame tra le dimissioni del ministro delle Pari Opportunità Idem e la sentenza di Milano contro Berlusconi?
“No, io ritengo che le due vicende sono slegate. Per il ministro Idem era difficile dimostrare che in nella vicenda della sua casa-palestra non c'entrava nulla. Sulla storia del pagamento dell'Ici il ministro doveva dimettersi perché è una rappresentante del Governo e non poteva continuare a mettere l'esecutivo in imbarazzo. Quella era l'unica scelta possibile”.

Nessun commento: