martedì 18 giugno 2013

Troppo presto per vedere che cosa faranno

Intervista a Enrico Buemi
Voce Repubblicana, 18 giugno 2013
di Lanfranco Palazzolo

Oggi è ancora presto per verificare se i grillini dissidenti vogliono una nuova maggioranza di governo. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del PSI Enrico Buemi.
Senatore Buemi, cosa pensa di quello che sta accadendo nel gruppo parlamentare dei grillini. Pensa che i senatori pentastellati possano creare una nuova maggioranza per provocare la caduta dell'attuale governo?
“Oggi è difficile fare previsioni del genere. E' logico che in questa fase ci sono molte tensioni e posizioni che si stanno divaricando. C'è una parte dei grillini che non condivide l'atteggiamento ostile su tutto al di la delle questioni di merito sulle singole questioni. E' difficile dire che questa polemica possa sfociare in una nuova politica autonoma di una costola di questo movimento. I malumori sono sotto gli occhi di tutti. Da quello che vedo i malumori sono davvero molto forti”.
Qual è il limite di questo movimento?
“L'assenza di regole di democrazia interna. Nel medio periodo questo sistema potrà provocare anche dar luogo a separazioni politiche ed organizzative”.
Che contributo danno ai lavori dell'aula i senatori grillini oltre a denunciare continuamente i pianisti?
“La mia postazione in aula è vicina a quella dei senatori grillini. E con loro ho ingaggiato una polemica sulle questioni relative alle denunce contro i 'pianisti'. La presenza dei grillini dovrebbe comportare un certo senso di responsabilità nei confronti dei contenuti delle questioni affrontate. Invece il gioco è di tattica politica, a prescindere dai contenuti. Molti di questi senatori non intervengono mai nel merito delle questioni. Anzi, il merito è assente dalle questioni che i grillini sollevano”.
Lei ricorda qualche intervento costruttivo su qualche provvedimento da parte dei senatori grillini?
“Devo dire che il loro comportamento cambia molto dall'aula ai lavori delle Commissioni permanenti. Io sono in Commissione Giustizia. E in molti casi ho visto un atteggiamento costruttivo da parte di questi parlamentari. In aula vedo questi parlamentari silenti oppure dissentono su tutto al di la del buon senso. Mentre il Pdl e il Pd tendono ad un maggiore senso di responsabilità nel merito dei provvedimenti”.
Lei è stato accusato dal sito Libero.it di essere uno dei parlamentari meno assidui pur essendo arrivato al senato il 23 maggio in sostituzione del senatore Ignazio Marino. Come è possibile?
“Chi ha scritto l'articolo su Libero.it era in malafede. Io sono arrivato al Senato il 24 maggio in sostituzione del Senatore Marino e pochi giorni dopo mi sono ritrovato nell'elenco dei senatori più assenti. Il calcolo su di me è stato fatto dall'inizio della legislatura. Ma io non ero ancora senatore. Ecco perché la mia collocazione in questa classifica è frutto o di malafede o di scarsa professionalità”.

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