sabato 1 giugno 2013

Una sentenza molto dura

Voce Repubblicana, 1° giugno 2013
Intervista a Maurizio Mensi
di Lanfranco Palazzolo

La sentenza del Tar che ha condannato l’AGCOM a dare la giusta informazione sulle iniziative della Lista Pannella è molto dura. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Maurizio Mensi, docente di diritto della comunicazione e dell'informazione all'Università Luiss Guido Carli.
Prof. Mensi, lo scorso 2 maggio, per la prima volta nella storia, l’AGCOM è stata condannata dal Tar per non aver dato la giusta informazione nei programmi Rai sulle iniziative della lista Pannella. Se entro il 2 giugno – ed è questa la novità del pronunciamento del Tar – l’AGCOM non ottempererà all’applicazione della sentenza verra nominato un commissario ad acta. Cosa ne pensa?
“Questo pronunciamento dichiara la nullità di una sentenza che era stata emessa dall’autorità in tema di informazione politica. E quindi ci troviamo di fronte ad una sentenza molto dura nei confronti dell’autorità perché impone all’AGCOM di tornare sui suoi passi e di cancellare un pronunciamento adottato che nel 2011 e che aveva ad oggetto le doglianze della Lista Pannella. Si tratta di una pronuncia importante”.
In cosa ha mancato l’AGCOM?
“Il principale errore fatto dall’AGCOM è stato quello di non riconoscere alla Lista Pannella una sua precisa autonomia politica, non riconoscendo addirittura la sua rappresentanza parlamentare distinta da quella del Partito democratico, gruppo nel quale erano iscritti i radicali come componente autonoma. L’AGCOM riteneva che la Lista Pannella non era meritevole di una particolare attenzione politica in quanto priva – secondo l’AGCOM – di una rappresentanza politica indipendente. L’AGCOM riteneva che questa quota spettasse direttamente al Partito democratico”.
L’AGCOM può arrogarsi il diritto di stabilire che merita – tra le forze presenti in Parlamento – di ottenere spazi di informazione nella Tv pubblica?
“L’Autorità delle Comunicazioni è un’autorità amministrativa e basa le sue decisione in base al rispetto delle norme di legge e non ad un criterio discrezionale. In questo specifico caso, la Lista Pannella è stata qualificata dal Tar come soggetto politico ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lettera C del Testo Unico sui servizi radiotelevisivi e annoverato tra i gruppi politici annoverati in Parlamento in base all’articolo 45, comma 2, lettera D dello stesso decreto legislativo. Ecco perché si è ritenuto che l’autorità dovesse attivare la sua vigilanza per la qualificazione per la Lista Pannella come soggetto autonomo parlamentare. All’autorità è demandato il compito di rispettare la legge. L’AGCOM invece aveva assimilato la Lista Pannella a soggetti politici come i Verdi e il Partito socialista che non avevano una presenza parlamentare. Eppure i radicali avevano stipulato un accordo molto chiaro con il Pd in vista delle elezioni politiche del 2008”.

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