sabato 6 luglio 2013

Avvocati & Governo: ripristinare il dialogo

Intervista aa Fabio Rusconi
Voce Repubblicana, 6 luglio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Come avvocati giuslavoristi ci siamo rivolti al Presidente del Consiglio Enrico Letta per ripristinare il dialogo con il Governo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente dell’Associazione degli avvocati giuslavoristi Fabio Rusconi.
Presidente Rusconi, la polemica tra gli avvocati e il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non accenna a diminuire. Il ministro aveva criticato le lobby degli avvocati che frenano le riforme contenute nel “decreto del fare”. Siete preoccupati per questi attacchi?
“Con una nota ci siamo rivolti al Presidente del Consiglio Enrico Letta per riportare la serenità nei rapporti. In questo momento serve il dialogo e non lo scontro. Ecco perché abbiamo invitato Letta a calmare questa polemica e a riannodare questo dialogo”.
Prima di questa polemica come è andato il dialogo?
“All’inizio sembrava che il ministro volesse dialogare con noi e con le parti: gli avvocati e i giudici. Non avevamo sentore di nessun problema. Dopo questa iniziale apertura, il 27 maggio ci fu un incontro con il ministro della Giustizia. In questa sede le iniziali aperture sono apparse inconsistenti perché il successivo 15 giugno, quando si è tenuto il Consiglio dei ministri, nel “Decreto del fare” sono stati toccati punti sui quali non è stato consultato nessuno. Non c’è stata nessuna cautela. Purtroppo non c’è stata nessuna ponderazione delle scelte fatte in quel frangente. Un intervento non ponderato rischia di fare male a tutti e di aggravare i mali della giustizia”.
Quali sono i punti del decreto del fare che toccano le vostre competenze specifiche di avvocati giuslavoristi?
“Il problema tocca l’immissione di 400 giudici onorari nei ruoli attivi della giustizia. Questa immissione apre un grosso problema. L’arrivo di questi giudici è scelto al di fuori di ogni criterio di specializzazione rispetto alla giustizia del lavoro. I giudici del lavoro si dedicano solo al lavoro e alla previdenza. Questi giudici vengono scelti tra gli avvocati e i magistrati senza un vaglio di specializzazione. L’altro argomento delicato è cosa ne sarà di questi giudici. La filosofia del decreto del fare è quella dello smaltimento dell’arretrato. Ma così si rischia di peggiorare la situazione con l’immissione di giudici non specializzati e con l’incentivo a fare sentenze più stringate. Quasi come se la sentenza dovesse essere scritta tanto per scriverla. Questo è un problema per chi vive la giustizia ogni giorno accanto ai cittadini. Ecco perché la strada seguita da questo metodo non è la migliore possibile”.
Crede che la Cancellieri non sia abituata alla mediazione con le controparti visto che viene da un ministero come quello dell’Interno?
“Questo è un giudizio politico. E io vorrei astenermi da questo tipo di valutazioni”.

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