sabato 27 luglio 2013

Ecco perchè manifestiamo

Voce Repubblicana, 27 luglio 2013
Intervista a Marco Cappato
di Lanfranco Palazzolo

Abbiamo manifestato davanti al Viminale per difendere i diritti dei cittadini sui referendum. Lo ha detto alla “Voce” Marco Cappato, consigliere comunale milanese della Lista Bonino Pannella.
Consiglire Cappato, i Radicali italiani sono mobilitati per la raccolta delle firme sui referendum che mirano a porre fine al cattivo funzionamento della magistratura. Perché avete deciso di manifestare al Viminale?
“Noi siamo venuti davanti al Viminale, in un luogo dove non sono autorizzate manifestazioni politiche. Siamo venuti davanti al ministero dell’Interno e abbiamo manifestato immobili. Ci siamo messi davanti la sede del ministero dell’Interno con un modulo e una penna. Noi siamo venuti qui come singoli cittadini e non con degli striscioni e con cortei. Abbiamo chiesto al ministero dell’Interno una risposta immediata alle nostre domande. In queste settimane è in corso una violazione delle regole nella loro affermazione concreta. Le regole prevedono che i segretari comunali, i consiglieri comunali e regionali e gli assessori abbiano il potere di autenticare le firme. Il problema è che nessuno li informa di questo. Non esiste un luogo, un indirizzario per rivolgersi a queste persone per raccogliere le firme sui referendum. Anche la televisione pubblica non consente di informare i cittadini sui referendum. Noi siamo venuti qui per svolgere questa informazione. In alcune città non si trovano gli autenticatori da far venire ai tavoli. Ecco perché abbiamo deciso di dare vita a questa manifestazione davanti al ministero dell’Interno”.
Esiste una lobby di autenticatori che mira a rendere fallimentare la raccolta delle firme nelle segreterie dei comuni italiani?
“Non credo esista. Magari, in qualche piccolo comune italiano potrà anche esserci una situazione come quella che lei ha descritto. Ma non credo sia la norma. Quando si tratta di riscuotere le tasse tutto funziona per lo Stato, ma quando si tratta di tutelare un diritto costituzionalmente garantito per il cittadino tutto si blocca. Questo interesse passa sempre in secondo piano o addirittura viene completamente disatteso. Sono sicuro che il ministro dell’Interno Angelino Alfano non potrà che essere d’accordo con noi. Ecco perché Angelino Alfano deve attivare il processo che porta alla conoscenza dei diritti dei cittadini a firmare i referendum nei comuni e informare chi può autenticare le firme”.
A Milano come funziona la raccolta delle firme sui referendum nelle “zone”?
“A Milano siamo presenti con una nostra delegazione di consiglieri. Abbiamo garantito la distribuzione dei moduli per i referendum in tutte le zone del capoluogo lombardo. E, in più, tutti i dipendenti comunali possono essere autorizzati dal sindaco Giuliano Pisapia ad autenticare le firme”.

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