giovedì 25 luglio 2013

Hanno cercato di screditare Emma

Intervista a Marco Perduca
Voce Repubblicana, 25 luglio 2013
di Lanfranco Palazzolo

Nel caso di Alma Shalabayeva si è cercato in tutti i modi di screditare Emma Bonino. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex senatore radicale Marco Perduca.
Senatore Perduca, in queste settimane sono state dette molte inesattezze contro il ministro degli Esteri Emma Bonino sulla vicenda Shalabayeva. Cosa ci può dire su questi attacchi?
“La cosa più grave è che nessuno si sia dato il tempo necessario per – non soltanto – studiare approfonditamente la relazione del capo della Polizia Alessandro Pansa, i cui allegati non sono ancora stati resi noti. Da quel carteggio si evince che già il 30 di maggio il ministero degli Interni o comunque la struttura incaricata per l’identificazione della Shalabayeva aveva già ricevuto dalla Repubblica Centrafricana, attraverso la loro ambasciata alle Nazioni Unite di Ginevra, la conferma che la signora aveva un passaporto diplomatico”.
Cosa comporta questo?
“Avere un passaporto diplomatico non implica che si debba essere stati registrati in un paese. Quando la Farnesina è stata interpellata su questo aspetto formale e di sua competenza non sapeva nulla. Alla Farnesina non risultava che una diplomatica della Repubblica Centrafricana con il nome di Alma Ain (non si trattava del suo vero nome) fosse presente a Roma. Nessuno si è preoccupato si è preoccupato di capire quante persone con lo status di diplomatico si trovano in Italia. Nel nostro paese non esiste l’ambasciata della Repubblica Centrafricana. Fino a quattro mesi fa c’era un consolato amministrato da un avvocato italiano prima del colpo di Stato messo in atto quattro mesi fa”.
Perché questi attacchi al nostro ministro degli Esteri?
“Il problema è che si è scelta la Bonino come obiettivo politico di tutta una serie di accuse strumentali e costruite volte ad attaccare un’esponente politico di un governo che non ha una delegazione parlamentare di riferimento. Dall’altro aspetto si è cercato di dimostrare che chi si è sempre battuto per i diritti umani per tutta la vita quando passa dalla parte del potere si dimentica di tutto e si comporta come gli altri. Voglio far presente che Emma Bonino ha rispettato tutte le procedure e il proprio ruolo di ministro degli Esteri con le sue competenze. Però, al momento in cui è stata informata della questione, la Shalabayeva era già stata espulsa. E l’espulsione era avvenuta il giorno precedente. Noi siamo stati informati da una Ong del Kazakistan con la quale abbiamo avuto contatti in passato. Ricordo che il 9 luglio 2012 le principali forze di opposizione kazake hanno svolto una riunione presso il Partito radicale transnazionale a Roma. Loro sostengono che la competenza sulla questione sarebbe stata del Presidente del Consiglio Enrico Letta e del ministro degli Interni Angelino Alfano”.

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