mercoledì 10 luglio 2013

Incapaci di affrontare il dibattito sulla PA

Voce Repubblicana, 10 luglio 2013
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Massimo Lensi
 
Il dibattito sulle province dimostra che il nostro paese è incapace di affrontare un dibattito sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il consigliere provinciale di Firenze Massimo Lensi del gruppo misto.
Consigliere Lensi, qual è la sua posizione sull’iniziativa del governo di abolire le province proprio mentre tutte le regioni italiane sono alle prese con gli scandali dei fondi ai gruppi consiliari?
“La materia non è semplice come abbiamo visto sui giornali. In questi giorni abbiamo visto le notizie disparate su questa riforma. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale contro il decreto Monti che le riaccorpava, si è sparsa la voce che l’esecutivo guidato da Enrico Letta avrebbe varato un provvedimento che mira ad istituire i collegi delle autonomie al posto delle province. Si tratta di enti non elettivi composti dai sindaci del territorio. Dopo poche ore il capo del Governo ha smentito questa proposta dicendo che il suo esecutivo avrebbe abrogato le province. Tutti erano al corrente che il decreto Monti non sarebbe stato bocciato. LE riforme non si fanno con la decretazione d’urgenza”.
Come si sta comportando il mondo politico sulla questione delle province?
“Come se dovesse fare uno spot elettorale. Il problema è questo. Il Governo Monti era consapevole che i decreti che aveva varato su questa materia sarebbero stati rigettati dalla Consulta. Sembra che tutti vogliano la fine delle province, ma nessuno prende l’iniziativa per abolirle. Con l’abolizione delle province si chiuderebbero un centinaio di enti che hanno un costo relativamente basso per il paese. L’inquadramento dei dipendenti è molto più basso di quello delle regioni e dei Comuni. I costi della politica delle province sono molto bassi. Ma se si tocca la filiera istituzionale delle province si deve toccare tutto il quadro complessivo della Pubblica amministrazione. Inoltre, c’è il problema delle deleghe delle province. Chi se le prenderà non è detto che riuscirà a svolgerle perché – a quanto pare non c’è la copertura per riassorbirle. E la riforma rischia di trasformarsi in un disastro”.
Il ddl costituzionale che mira semplicemente ad abrogare le province cosa dimostra?
“Che questo paese non è in grado di affrontare un dibattito politico e parlamentare sulla riforma della Pubblica amministrazione. Il problema principale che dimostra questa discussione sulle province è questo. In Italia, questo gioco dell’abolizione delle province è la dimostrazione di proporre riforme che cambino il paese per dare servizi adeguati ai cittadini. Ormai ci troviamo di fronte ad un corto circuito istituzionale chiaro. Il ddl Costituzionale sull’abrogazione delle province – lo sanno tutti – non arriverà mai a conclusione con questo governo”.

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