martedì 30 luglio 2013

Quel decadimento è stato assecondato

Intervista a Stefano Folli
Voce Repubblicana, 30 luglio 2013
di Lanfranco Palazzolo

I Presidenti delle Camere hanno assecondato il decadimento del linguaggio parlamentare. Lo ha detto alla “Voce” Stefano Folli, editorialista de “Il Sole 24 Ore”.
Stefano Folli, in questi giorni gli italiani hanno assistito al duro scontro parlamentare sul cosiddetto decreto del Fare. Questa battaglia ha visto un’ulteriore degenerazione del linguaggio dei nostri rappresentanti.
“Negli anni d’oro della Prima Repubblica, della ricostruzione Repubblicana i dibattiti erano durissimi, contenevano anche degli epiteti sanguinosi rivolti agli avversari. Ma erano figli di uno scontro tra culture politiche. In quello scontro c’era qualcosa di solido. E c’era un grande rispetto per l’istituzione che si concretizzava in un certo tipo di linguaggio, che oggi può apparire anche aulico. Ma che era un modo per riconoscersi insieme in una cornice istituzionale. Insomma, il parlamentare poteva anche essere violento, aspro, nei suoi conflitti, ma non parlava come l’uomo della strada. Ecco, oggi mi pare che la situazione si sia del tutto rovesciata. C’è stato un certo peggioramento nel modo di comunicare nel Parlamento che è figlio della crisi della politica. Ci si insulta sanguinosamente come se ci si trovasse al bar o allo stadio. E questa è una grave spia del decadimento dei nostri costumi”.
C’è stata anche la responsabilità di qualche presidente della Camera e del Senato che ha dimostrato di essere troppo partigiano e ha fatto perdere il senso dell’appartenenza al dovere verso le istituzioni?
“Credo che questa degenerazione che stiamo vivendo è figlia dello svuotamento del Parlamento. I due rami delle nostre assemblee elettive sono svuotati rispetto al tempo di costruzione democratica che richiamavo prima. E quindi una cosa porta all’altra. Mi sembra che i presidenti dei due rami del Parlamento assecondino questo decadimento del linguaggio, questo modo di porsi nel confronto aspro tra avversari politici. Sembra quasi che il Parlamento di oggi abbia il dovere di assecondare la gente. Non è così. Mai come oggi la polemica contro la casta è stata così forte. Se si crede in questo modo di avvicinarsi al paese reale si commette un grave errore. Se i Presidenti delle Camere fanno questo sbaglio commettono un errore gravissimo. Le istituzioni devono essere rispettate anche perché sanno circondarsi della credibilità che si manifesta anche nel rispetto del confronto parlamentare”.
Gli italiani pensano che il Parlamento sia inutile?
“Per come è stato presentato il Parlamento agli italiani è chiaro che molti pensano che questo sia un luogo di malaffare. Non è così! Il Parlamento resta il cuore funzionante della nostra democrazia. La crisi generale di questo parlamento dipende da un generale decadimento della politica che oggi è necessario fermare”.

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