mercoledì 24 luglio 2013

Un conquista di civiltà

Intervista a Filippo Del Corno
Voce Repubblicana del 24 luglio 2013
di Lanfranco Palazzolo

La battaglia per l’eutanasia è una conquista di civiltà. Lo ha detto alla “Voce” l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno che ha sottoscritto la pdl di iniziativa popolare che mira ad introdurre nel nostro paese l’eutanasia.
Assessore Del Corno, perché ha scelto di firmare questa pdl di iniziativa popolare?
“In passato il confronto sul tema dell’eutanasia è stato particolarmente serrato. Proprio questa ragione è necessario prendere posizione su questo argomento. Ho sempre pensato che l’eutanasia fosse una conquista e un diritto di civiltà. Dobbiamo muoverci in modo abbastanza urgente nei confronti di questo obiettivo. Non è pensabile che il diritto di scegliere sul proprio destino sia sottratto alla volontà degli individui. Una scelta così importante della nostra vita personale deve essere data alla disponibilità di chi soffre. Mi sembra assurdo evitare di schierarsi su questo tema”.
Ritiene che la sinistra si sia impegnata troppo poco su questo argomento a causa del rapporto con il mondo cattolico?
“Attorno alla trasmissione del pensiero cattolico, sull’eutanasia si sono formate delle incrostazioni negative. Non tutti i cattolici hanno una posizione di chiusura su questo argomento. I cattolici difendono la loro visione del mondo, ma spesso riconoscono il diritto di esercitare il diritto di libertà del singolo. A Milano abbiamo un Consiglio comunale che ha fatto molti passi in avanti sui temi dei diritti civili come il registro delle unioni civili e quello sul fine vita. Si tratta di passi simbolici. Non spetta al Comune di Milano fare questi passi, ma abbiamo voluto dare un segnale molto importante”.
Cosa pensa del caso di Lucio Magri, esponente del Pdup che decise di recarsi in Svizzera per morire senza affrontare mai quella battaglia in Italia?
“E’ sempre molto difficile trovare il giusto discrimine tra l’esperienza personale e le battaglie politiche. Il rischio è di strumentalizzare il caso personale per fini politici. Il caso positivo che abbiamo sotto i nostri occhi è quello del padre di Eluana Englaro. Oggi dobbiamo dare all’individuo la possibilità di decidere il proprio destino. Il caso di Lucio Magri ha messo in evidenza la contraddizione della condizione che permette di fare all’estero ciò che da noi non è consentito per ragioni etiche”.
Ritiene che i referendum sull’acqua e sul nucleare siano stata l’ultima grande parentesi di partecipazione della sinistra ad una grande battaglia di massa alla luce dell’astensionismo che ha toccato tutte le altre consultazioni politiche?
“Il referendum sull’acqua ha spinto la partecipazione degli elettori. Tutti hanno avuto paura della privatizzazione dell’acqua e quel voto si materializzò all’indomani della vittoria di Giuliano Pisapia al Comune di Milano”.

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